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Inchiesta sulla Centrale a Carbone di Saline J., intervista a Pasquale Zumbo su Rai News 24

imagesLa frazione del Comune di Montebello è da alcuni decenni al centro di interessi, progetti e utopie industriali dai quali non ha mai tratto benefici. Anzi…
Tutto inizia negli anni ’70 con la realizzazione della Liquichimica, una centrale per la produzione di bioproteine che in pratica non entrò mai in funzione. Un mausoleo che, col tempo, diventa parte integrante
del paesaggio della costa jonica della provincia di Reggio Calabria.
Oggi il sito è entrato nelle mire della SEI S.p.A., società di progetto nata per lo sviluppo di attività legate alla ricerca e alla produzione energetica nel territorio di Saline Joniche. È il 2006 quando la stessa società acquista il terreno della ex Liquichimica con l’intento di costruire una centrale a carbone.
Parte così l’iter burocratico che la porterà a ottenere parere positivo dalla Commissione Valutazione di Impatto Ambientale del Ministero dell’Ambiente.

La campagna mediatica pro-centrale promossa dalla SEI, ormai sicura di realizzare il progetto, non sortisce gli effetti sperati e gran parte dei cittadini decidono di contrastarne la realizzazione.

Italia Inchieste ha seguito gli sviluppi della situazione e raccolto tutto in un’inchiesta che vede tra i protagonisti anche i vertici dello Stato.
Abbiamo così intervistato i rappresentanti della SEI, gli attivisti del movimento No Carbone, di Legambiente, ma anche l’ex Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini. Abbiamo chiesto ai produttori di bergamotto perché temono la costruzione della centrale e a un geologo perché il territorio di Saline non sarebbe adatto per ospitare grandi opere. E alla fine siamo arrivati lì dove la Centrale a Carbone è una realtà da decenni, ovvero a Brindisi.
La centrale Enel “Federico II”, installata a 12 km dal centro della città pugliese, è tra le più grandi d’Europa. Gli effetti dei suoi fumi sono ben noti a esperti e cittadini e le testimonianze raccolte, tra tonnellate di polveri sottili ed effetti devastanti sull’agricoltura, non fanno che confermare i timori preesistenti sull’opportunità di costruirne una nuova in Calabria.

La disputa per la Centrale a Carbone di Saline ha fatto registrare, negli ultimi mesi, importanti novità che ne
hanno cambiato il quadro. Lo scioglimento del Comune di Montebello Jonico per infiltrazioni mafiose, riguardanti anche la realizzazione della centrale a carbone, è certamente significativo. Almeno quanto l’annuncio di ritiro graduale dal progetto da parte della Repower, la società che possiede il 57% del pacchetto azionario della Sei S.P.A., e lo STOP della Corte dei Conti al decreto che dava il via libera alla realizzazione della centrale.
Ma il progetto non muore. I ricorsi presentati innanzi il TAR del Lazio contro il parere positivo del Ministero dell’Ambiente, promossi dalla Regione Calabria e da numerose associazioni, sono in stand-by e la loro legittimità sarà valutata nei primi mesi del 2014. Il finale di questa annosa querelle è tutto da scoprire…

APPUNTAMENTO ALLE ORE 21:30 DI VENERDÌ 3 GENNAIO 2014, RAI NEWS24, CANALE 48 DEL DIGITALE TERRESTRE.