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Immigrati: festa per la nascita di Emmanuela, figlia di nigeriani sbarcati in Sicilia dalla Libia

nascita bimbaFesta alla Fondazione San Vito onlus di Mazara del Vallo, in provincia di Trapani, per la nascita della piccola Emmanuela, figlia di una coppia di nigeriani che si sono conosciuti in Libia prima di raggiungere la costa italiana. Emmanuela e’ venuta alla luce all’ospedale di Castelvetrano (Tp), dove la mamma, Sharon, ha terminato la gravidanza con un parto cesareo. Sharon ed Evans, entrambi nigeriani, si sono conosciuti in Libia, dove hanno vissuto alcuni mesi prima di imbarcarsi verso la Sicilia. Lui era riuscito a partire prima su una imbarcazione di fortuna, lei, invece, e’ arrivata a Lampedusa alcuni mesi fa e successivamente e’ stata accolta dalla Fondazione San Vito onlus, braccio operativo della Caritas diocesana della diocesi di Mazara del Vallo. Il padre della bambina e’ venuto in Sicilia per il riconoscimento della piccola, riabbracciando anche la sua compagna ma poi e’ ripartito per Roma, da cui per il momento non si puo’ allontanare, perche’ e’ in attesa di avere l’incontro con la commissione che esaminera’ la sua richiesta di asilo. La Fondazione San Vito, attualmente, ospita 44 migranti, tutti richiedenti asilo arrivati a fine dell’ottobre scorso. I nuclei familiari sono stati accolti in un appartamento di una parte del Villaggio della Solidarieta’ di proprieta’ del seminario vescovile che la Fondazione ha in comodato d’uso. Gli altri migranti, invece, sono nel centro diocesano Don Pino Puglisi di Santa Veneranda, gestito sempre dalla Fondazione. “Ci siamo messi subito in movimento per fare seguire la gravidanza della ragazza nell’ospedale di Castelvetrano – racconta Vilma Angileri, presidente della Fondazione San Vito -. Non appena e’ nata la bambina, avendo saputo che il padre si trovava in un altro centro vicino Roma, ci siamo attivati per farli incontrare. Subito dopo e’ scattata la macchina della solidarieta’, tra volontari e operatori della Fondazione, per sostenere nelle sue prime necessita’ sia la mamma che il bambino. Non sappiamo l’evoluzione degli eventi ma tutti i nostri ospiti ed anche la ragazza, sono in attesa di essere ascoltati dalla commissione competente ad esaminare la domanda di asilo del Cara di Salinagrande”. “Svolgiamo il nostro lavoro di accoglienza e di sostegno di queste persone migranti con grande dedizione pur sapendo quante difficolta’ ci sono – continua Vilma Angileri -. Sappiamo che sono tutte persone che alle spalle hanno una storia di sofferenza ed il nostro compito e’ quello di accompagnarle nel migliore dei modi. Il nostro sforzo e’, sicuramente, quello di mettercela tutta nel cercare di garantire loro una qualita’ della vita idonea a potere ridare loro serenita’. Abbiamo un centro di ascolto in lingua araba e stiamo portando avanti un progetto ‘Nuovi Italiani’ per il percorso integrato di inclusione socio-lavorativa di 15 donne come pasticcere e 10 uomini nell’ambito delle attivita’ agricole”.