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Enzo Cuzzola: “la Corte dei Conti evidenzia la necessità di fare attenzione al dissesto”

reggio_calabria_lungomareDi seguito la nota diffusa da Enzo Cuzzola, fondatore dell’associazione reggina “Dialogo Civile”:

‘Mi permetto riportare, in questa sede, il passaggio che la citata delibera effettua circa i dissesti e le procedure di riequilibrio, evidenziando come anche Corte Conti, Sezione delle Autonomie, affermi la necessità di porre attenzione  al  “dissesto degli enti di grandi dimensioni, per i quali è utile verificare, anche tramite le Sezioni regionali, se la procedura di dissesto possa essere dagli stessi evitata non solo per scongiurarne le conseguenze finanziarie sfavorevoli ma anche per eluderne le conseguenze sul piano politico”.

Quindi dovrei dire, rileggendo i miei recenti interventi, che Corte dei Conti, Sezione Autonomie, condivide le mie preoccupazioni e la mia sensazione di “svantaggio” del dissesto. Ma non mi permetto nemmeno di pensarlo, credo invece che chi si occupa di questi aspetti economico-finanziari e contabili, degli enti locali, non può che concordare nelle preoccupazioni.

Premesso che il testo integrale della delibera può essere consultato sul sito di Corte dei Conti, riporto qui in estratto il passaggio dedicato alla problematica dei dissesti.

(Fonte: corte dei Conti, Sezione delle Autonomie, nella delibera n. 1 del 15 gennaio scorso, detta le linee guida per i controlli da effettuare sugli enti locali nel corso del 2014):

  • ‘Di    crescente interesse, nell’ ambito   dei fenomeni che incidono negativamente sugli equilibri   finanziari degli enti locali ,l’analisi dei debiti fuori bilancio e delle    connesssituazioni di criticità implicanti disavanzi e dissesti finanziari.

    Infatti, il fenomeno dei debiti fuori bilancio, nonostante le limitazioni normative e l’obbligo di denuncia degli stessi alla procura della Corte dei conti, si dimostra persistente e le attuali maggiori   difficoltà nell’ assicurare   gli equilibri   di bilancio ne lasciano prefigurare ulteriori sviluppi. Gli enti che hanno chiuso in disavanzo l’esercizio 2012 sono notevolmente aumentati, pur rappresentando ancora   una percentuale   limitata,   così   come   è in   decisa espansione l’ammontare del disavanzo complessivo. Il fenomeno appare nel complesso assai allarmante in quanto, oltre a risultare in aumento il numero dei casi, molte situazioni appaiono ormai pregiudicate.

    In tale contesto, le modifiche introdotte al TUEL dal d.l. n. 174 in materia di piani di risanamento, di cui si è accennato, rendono urgente la necessità di individuare le criticità che maggiormente pregiudicano le gestioni così da evitare l’approdo a dissesto. In tal senso, dovranno essere   ampliate   le   analisi   condotte con   l’ausilio   di   indicatori   finanziari   già sperimentati nel corso del precedente referto. Di fondamentale interesse è, altresì, il fenomeno dei dissesti, ultimo stadio di un processo di squilibrio che raramente risulta circoscritto ad un solo esercizio.  Soprattutto merita attenzione il dissesto di enti di grandi dimensioni, per i quali è utile verificare, anche tramite le Sezioni regionali, se la procedura di dissesto possa essere dagli stessi evitata non solo per   scongiurarne   le   conseguenze finanziarie   sfavorevoli   ma anche   per eluderne le conseguenze sul piano politico. Tale fenomeno acquista rinnovato interesse alla luce sia delle recenti misure di “predissesto”, che consentono di valutare il grado di adesione ad una politica gestionale più attenta alle prospettive economiche e finanziarie, sia delle disposizioni in tema di meccanismi sanzionatori e premiali introdotti dal d.lgs. n. 149 del 2011, che assegna alle Sezioni regionali controllo incisivo nell’evidenziare situazioni compromissione degli equilibri di bilancio e nel rendere operativi gli obblighi, previsti da TUEL, di adozione delle necessarie misure correttive.’