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Crotone: il PD spinge per l’istituzione del “registro delle unioni civili”

comuneI diritti civili prima di tutto. Questo è il pensiero cardine che ha spinto il Partito Democratico di Crotone a incoraggiare l’iter amministrativo che nei giorni scorsi ha consentito l’approvazione del regolamento da parte del Comune calabrese per l’istituzione del registro delle unioni civili. Durante il primo consiglio comunale utile si discuterà sull’azione politica intrapresa per tutelare  i diritti di tutti coloro che credono in un una vita di coppia non sancita né da cerimonie civili né religiose.

“Un atto di civiltà e un indubbio passo in avanti verso la libertà di scelta e l’acquisizione di diritti fino ad oggi non riconosciuti. Uno strumento importante, in un momento storico in cui tante coppie scelgono di condividere un percorso di vita comune senza il tradizionale vincolo del matrimonio”. Ecco il pensiero della segreteria cittadina del PD su un provvedimento preso all’interno di un contesto nazionale in cui ancora non esiste una legislazione compiuta in materia di unioni civili. Il regolamento prevede che tutti coloro registrati come coppie di fatto vengano tutelati in materia di casa, sanità e servizi sociali, politiche per i giovani, sport, formazione, scuola e servizi educativi, diritti e partecipazione, trasporti. Potranno essere iscritte nel registro delle unioni civili due persone maggiorenni di sesso diverso o dello stesso sesso, residenti e coabitanti nella città di Crotone, non legate tra loro dai vincoli giuridici previsti dall’art. 87 del Codice Civile ma solo da vincoli affettivi.

coppia_unioni_civiliProprio a tal riguardo, però, non sono mancate le critiche nel corso delle audizioni che l’apposita commissione ha avuto con diverse associazioni culturali e sociali. Antonino Leo, Presidente delle associazioni familiari della Calabria e rappresentante del movimento d’area cattolica “Vivere In” si è espresso così in merito all’approvazione definitiva del registro delle unioni civili: “la forte contrarietà nei confronti della Commissione che non ha tenuto conto delle posizioni negative di molti movimenti civici nei confronti di questo strumento che discrimina in concreto le famiglie e che anche a Crotone opera una forzatura giuridica, frutto di miopia politica. È noto a tutti che il registro delle unioni civili adottato da un Comune è giuridicamente inutile, considerati i flop dei registri istituiti in altre realtà italiane, a meno che dietro non celi un disegno volto ad affermare un fatto culturale ed uno stile di vita riservato esclusivamente ad alcune élite di persone. Invece, nella città di Crotone si registrerebbe il primo passo per scardinare le fondamenta dell’istituto matrimoniale. Come associazioni familiari esprimiamo pieno dissenso verso la volontà di equiparare l’unione civile con la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna. È  in questo modo che si realizzerebbe una vera discriminazione, in quanto si trattano in modo uguale situazioni differenti. Nel matrimonio – ha ribadito Leo – due soggetti assumono precisi diritti e doveri di fronte alla legge, con rilevanza negoziale pubblica. Con le unioni civili, invece, essendo libere, soggetti singoli non si impegnano per nulla ad assumere, entro e grazie alla famiglia, una responsabilità generazionale. In questo modo si scoraggiano le coppie dal contrarre matrimonio e così formare una famiglia, considerato che basterà iscriversi al registro comunale, che non richiede l’assunzione di alcun dovere, per ottenere dal Comune i medesimi diritti e vantaggi riservati alle coppie coniugate”.

Il PD della città di Crotone sottolinea il fatto che il Presidente della quarta commissione consiliare, Sergio Contarino, nell’approvare il regolamento ha tenuto conto dei pareri di tutte le parti, sia favorevoli che contrari, insomma di tutte le sensibilità, ribadendo il fatto che l’esistenza di un registro delle unioni civili, soprattutto all’interno di una piccola cittadina, può senz’altro innalzare il senso civico e morale dei cittadini.