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Un cosentino a “The apprentice2”: Mario Crea salvato dal boss Briatore nella prima puntata del programma di Sky

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Il 17 gennaio appena trascorso è andata in onda su Sky la prima puntata della seconda edizione di “The apprentice”. Tra i 14 concorrenti del talent show spicca un nome a molti calabresi familiare, quello di Mario Crea. È cosentino, infatti, l’ex head hunter (in italiano il cosiddetto “cacciatore di teste”) degli Istituti Bancari di Tokyo. Crea ha 34 anni, si è laureato al DAMS all’Università della Calabria, ma ha sempre avuto un debole per il mondo manageriale. Non per niente sta frequentando un Master in Business Administration alla Rotterdam School of Management. Subito dopo la laurea ha iniziato a collaborare con l’Azienda di famiglia, per poi trasferirsi nel 2006 in Giappone. Qui, prima di diventare un head hunter ha lavorato come comparsa; nel 2008, a seguito della crisi finanziaria, è dovuto tornare ad occuparsi di sviluppo per un’azienda di Vicenza, aprendo poi una filiale a Tokyo. È ritornato in Italia per amore. La sua fidanzata giapponese, infatti, ha vinto il dottorato di ricerca di italianistica a Roma, così Crea ha deciso di accettare una proposta come Business Developer per la Frimm Holding della capitale italiana.

Voglio rimettermi in gioco” ha dichiarato il cosentino alle telecamere di “The apprentice”. Il suo sogno è aprire una startup che faccia da tramite tra le aziende italiane e quelle estere. Il suo bagaglio di esperienze lo potrà sicuramente aiutare per affrontare le sfide del reality.

Il talent è indirizzato, per l’appunto, ad aspiranti uomini d’affari. Attraverso una serie di prove manageriali, i concorrenti avranno la possibilità di raggiungere come obiettivo finale un contratto di lavoro di almeno un anno con Flavio Briatore, conduttore del programma e giudice. I 14 concorrenti sono divisi in due squadre: Scacco Matto è il team maschile guidato dal torinese Fulvio Cugno, Concrea è il nome del gruppo femminile capeggiato dalla concorrente di Ravenna Milena Pagani. Mario Crea non ha mostrato problemi nel convivere nel loft del programma con altre persone; in Giappone ha già imparato, per quanto ha detto, a rapportarsi con persone con culture e provenienze diverse sia in ambienti lavorativi che quotidiani.

Già nella prima puntata, però, Crea ha dovuto affrontare il rischio di uscire, nominato dai giudizi come uno dei tre peggiori. Salvato in calcio d’angolo il cosentino continua la gara, non si sa mai che un talento calabrese possa spiccare tra gli altri.