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“Bitcoin”, la moneta virtuale approda in Calabria

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Anche l’Italia alla fine ha ceduto alla moda di Bitcoin, un mezzo di pagamento virtuale diffuso in tutto il mondo, attraverso cui gli scambi di denaro avvengono all’interno del cyberspazio per mezzo di un sistema di segnature e sistemi crittografici tesi a garantire la sicurezza dei contraenti.

La moneta virtuale è una creazione piuttosto recente: è nata, infatti, nel 2009 da un’idea di un anonimo conosciuto con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto. Bitcoin non fa uso di un sistema centrale, cosicchè si rende impossibile per chiunque bloccare la rete, sequestrarla o svalutarla. I dati necessari per l’utilizzo dei “gettoni” virtuali possono essere salvati su uno o più personal computer sotto forma di “portafogli” digitali, oppure mantenuti presso terzi che assumono funzioni simili a quelle di una banca.

Il modernissimo metodo di pagamento sembrerebbe offrire una risposta positiva alla crisi di liquidità che sta circolando nel nostro Paese, penetrando, anche per questa ragione, all’interno di molte realtà territoriali. In Veneto sono già 31 i negozi ad accettare scambi monetari virtuali, 31 esercizi in Lombardia e 16 nel Lazio. Anche nel Sud Italia il fenomeno virtuale sta attecchendo in maniera capillare: 10 le adesioni in Sicilia tra Siracusa e Palermo, 3 in Calabria e 6 in Campania.

Il fatto che non esista un sistema monetario centralizzato per governare gli scambi di denaro sta facendo suscitare grandi dubbi e polemiche, ma nonostante questo la “moda” Bitcoin ha ormai conquistato l’Italia, oltre che il resto dei Paesi mondiali.