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Unime, convegno “L’Italia sono anch’io?”

unimeSi è svolto questa mattina, presso l’aula Buccisano del Dipartimento di Scienze Giuridiche e delle Istituzioni politiche il convegno organizzato dall’Associazione Culturale Malarazza in collaborazione con Gea Universitas e Università Eclettica.

In occasione della Giornata mondiale dei diritti dei migranti e dei profughi, che viene celebrata proprio oggi, gli studenti hanno deciso di analizzare, grazie ai relatori intervenuti, le criticità legate, oltre che alle motivazioni che spingono all’abbandono del proprio paese, anche alla complessa giurisdizione che vede protagonista lo Stato Italiano.

Hanno preso parte al dibattito la prof.ssa Lina Panella, ordinaria di Diritto Internazionale, la dott.ssa Giulia Colavecchio, dottoranda in Diritto Internazionale, il prof. Giovanni Moschella, ordinario di Diritto Pubblico, la prof.ssa Concetta Parrinello, ordinaria di Diritto della famiglia, e il dott. Gianni Toscano, dottorando in Diritto Privato. L’evento è stato inoltre patrocinato dall’Università e dalla III e V circoscrizione.

Gli interventi moderati dalla giornalista Elena De Pasquale sono stati caratterizzati dalla chiarezza di esposizione e dall’attenzione degli studenti presenti in aula. La scaletta è stata definita in modo da fornire una più ampia visione del contesto dell’immigrazione nel quale siamo calati, in un passato non proprio remoto come protagonisti attivi, oggi, come spettatori di scenari apocalittici che troppo spesso vengono rappresentati nei nostri mari.

La prof.ssa Lina Panella ha messo in luce, nel suo intervento, la particolare situazione nella quale vengono a trovarsi i bambini che nascono sul territorio italiano. Citando l’articolo 4 della legge del 1992 nel quale si delinea l’iter per ottenere la cittadinanza e i requisiti richiesti, ha evidenziato i passaggi che portano alla situazione attuale e i tentativi di mitigare quella che definisce un’anomalia giuridica. Trovano spazio, nella sua relazione, anche la complessa situazione dei minori stranieri non accompagnati, la loro assistenza e i passi avanti compiuti in questa direzione.

Un accento particolare è stato posto dalla dott.ssa Giulia Colavecchio su una questione che ultimamente coinvolge la città di Messina. La dott.ssa ha descritto con chiarezza l’apparato che dovrebbe accogliere i richiedenti asilo politico ma che, di fatto, si concretizza in una struttura di tipo cautelare. Un esempio che è sotto gli occhi di tutti, la tendopoli del Palanebiolo, per la quale Colavecchio parla di “violazioni palesi degli impegni condivisi dall’Italia” e di “condizioni igieniche precarie”. L’attualità e l’importanza di trattare temi come questo, è sottolineata anche dal prof. Giovanni Moschella, che ha descritto la parabola legislativa che ha interessato l’immigrazione, ed ha parlato di diritti inviolabili dell’uomo che “non sono soggetti a cittadinanza”. Fra questi, non è impossibile non ricordare quello al ricongiungimento familiare, del quale ha fornito un’esaustiva spiegazione la prof.ssa Concetta Parrinello.

Degna conclusione del convegno le parole di Simone Coletta, membro dell’Associazione Malarazza e autore dell’introduzione: “la partecipazione e il coinvolgimento di chi ha seguito ed è intervenuto nel dibattito è la dimostrazione che la città ha sempre più bisogno di spazi dove confrontarsi su tematiche d’attualità così importanti. Questo convegno è stato un passo fondamentale, unico nel suo genere, che rappresenta la prima di una serie di iniziative che proporremo nei prossimi mesi”.