Roma: riaperto caso omicidio del calabrese Domenico Bruno: la moglie fu assolta nel 2012

tribunale_giudice_generica3La Corte d’Assise d’Appello di Roma riapre il caso sulla morte di Domenico Bruno, l’imprenditore calabrese accoltellato da sua moglie, Luciana Cristallo il 27 marzo del 2004, e poi gettato nel Tevere. La donna nel 2012 venne assolta in primo grado “per aver agito per legittima difesa”, durante una lite con il marito, dal quale era separata. I giudici hanno accolto la richiesta del procuratore generale Alberto Cozzella, riaprendo l’istruttoria dibattimentale e dando via libera alla nomina di un perito che dovrà chiarire la dinamica dell’omicidio. Il compagno di allora della Cristallo, Fabrizio Rubini, venne assolto per l’omicidio per non aver commesso il fatto, mentre il reato di occultamento di cadavere – secondo i giudici fu lui ad aiutare la donna a gettare il corpo nel fiume – andò prescritto.