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Rito della luce: intervista ad Antonio Presti Presidente fondazione fiumara d’arte

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Lo scorso anno il Rito della Luce ha avuto la sua genesi all’istituto comprensivo Campanella Sturzo di Librino, quartiere dove lei da anni presta il suo impegno. Quest’anno, invece, gli studenti lo consegnano in dono alla città di Catania. Qual è il messaggio che i bambini di Librino vogliono dare?
“E’ molto bello il valore di questa consegna. I giovani di Librino hanno compreso che la conoscenza è il valore più potente della nostra società contemporanea, un valore che si alimenta, valorizza, cresce e si amplifica nella “condivisione”. Attraverso il Rito si sono nutriti di bellezza, poesia e cultura e vogliono vivere la sacralità dell’arte insieme a tutti i coetanei della città. I giovani scelgono la cultura e il sapere diventando consapevolmente testimoni e protagonisti di un nuovo percorso. È proprio nella consegna della conoscenza l’anima del Rito.
Tutti i giovani hanno bisogno dello stesso nutrimento, desiderano elevarsi a guardiani della conoscenza e del sapere, vogliono riprendersi ciò che gli è stato tolto: la capacità di sognare e di credere nel futuro”.

L’arte può, quindi, restituire speranza?
“Certamente. Il linguaggio dell’arte, come nel caso del Rito della Luce, accomuna migliaia di studenti con artisti e poeti, si è, tutti insieme, protagonisti di un momento spirituale di confronto. È bello pensare a questo abbraccio dei giovani, a questo senso di accoglienza, a questa condivisione di pensiero, di parola, di valori alti che celebrano l’etica e la morale, il sapere e la cultura. I giovani proteggono, quindi, il loro futuro. E su questo lavoriamo, sulla possibilità di camminare insieme verso un futuro di speranza, attraverso l’arte e la bellezza”.

Perché ha scelto la data del Solstizio d’inverno?
“Il 21 dicembre è il giorno in cui la luce raggiunge lo Zenit ai Tropici e nel nostro emisfero si registra la giornata più corta dell’anno. Ma il giorno che segue, la luce trionfa sul buio, quindi non segna la fine ma l’inizio di una nuova epoca in cui il valore spirituale, quello della conoscenza e della cultura, vince sul buio del consumismo, sulla caduta dei valori etici e morali”.

Il Rito della Luce coinvolge oltre 500 artisti. In che modo?
“I musicisti, gli attori e i performer che, accogliendo l’invito della Fiumara d’Arte, ne hanno condiviso il pensiero, hanno deciso di prendere parte al Rito della Luce con danze, canti celebrativi e sonorità universali, prestando la loro opera a titolo gratuito. All’evento aderiscono alcune tra le più importati realtà artistiche siciliane, che hanno sentito forte l’esigenza di preservare e consegnare alle nuove generazioni la “conoscenza”. I suoni e i movimenti ispirati all’energia della luce accompagneranno il visitatore e lo renderanno partecipe del Rito, guidandolo in una ricerca sonora e percettiva di bellezza, con spirito volto “all’ascolto. Voglio ringraziare, affettuosamente, tutti gli artisti che hanno condiviso lo spirito del Rito, offrendo il loro tempo e la loro arte al servizio della Bellezza.”

Saranno coinvolti, inoltre, 10.000 studenti. Quale sarà il loro ruolo?
“Ancora una volta la Fondazione Fiumara d’Arte ha deciso di investire in progetti culturali di eccellenza incentrati sullo studio della poesia coinvolgendo gli studenti in una lunga semina di bellezza. Così durante le quattro notti del Rito i ragazzi leggeranno i loro versi più belli, quelli che loro stessi hanno composto in dialetto, in lingua italiana o in lingua straniera, insieme a quelli dei grandi poeti, locali e nazionali, intermediari di questa universale “Offerta della parola”. Abbiamo voluto coinvolgere i giovani in un percorso di crescita civile attraverso il linguaggio della Poesia, unica parola pura che nel mondo contemporaneo si è sottratta alla mercificazione e alla speculazione. Sono convinto che solo con la poesia oggi si riescono a contattare particolari stati emozionali.
Ogni studente, però, potrà esprimersi anche attraverso vari linguaggi artistici che comprendono la danza, la musica, la gestualità, il canto e il teatro.
Gli studenti, inoltre, realizzeranno installazioni artistiche sui tetti e sulle pareti della scuola, e creeranno i mandala, frutto di un percorso formativo che è stato portato avanti in sinergia con gli insegnanti. Nella creazione dei mandala gli studenti sono protagonisti di momenti unici di condivisione spirituale e hanno la possibilità di esplorare l’emozione e l’Universale attraverso l’arte e il lavoro di gruppo. Un viaggio iniziatico di trasformazione, capace di riportare ognuno al suo centro spirituale. Attraverso il linguaggio monocromatico del bianco su bianco, colore di luce e purezza interiore, i mandala saranno emblema di una forza rinnovatrice.
Colgo l’occasione per ringraziare affettuosamente tutte le scuole coinvolte nel progetto, i dirigenti, gli insegnanti, e tutto il personale ATA che hanno condiviso e collaborato alla realizzazione del Rito, e spero che questo sia l’inizio di un percorso comune per tutte le scuole della città che si possa perpetuare nel tempo, creando così una nuova generazione che trova il suo senso comune nella protezione della conoscenza”.

Quest’anno lei ha chiesto il contributo libero del pubblico. Perché?
“Fino ad oggi la Fondazione Fiumara d’Arte ha organizzato e curato il Rito della Luce con grandi sacrifici e grazie all’affettuosa partecipazione di insegnanti, artisti, associazioni e volontari. Il Rito nasce alla Campanella Sturzo di Librino e viene consegnato al Boggio Lera di Catania. Questo importante passaggio segna un nuovo cammino: tutte le scuole a turno, di anno in anno, ospiteranno l’evento segnando così un percorso comune nel nome della Bellezza e della Conoscenza. Il Rito, quindi, non appartiene alla Fondazione né ad Antonio Presti, è, invece, dei cittadini, degli studenti, delle scuole, degli artisti. Il Rito è della città. E i cittadini possono quindi condividerlo diventare guardiani della conoscenza a protezione del futuro delle nuove generazioni.
Il pubblico può garantire la continuità al Rito grazie anche a un contributo libero, che sarà gestito dalla scuola ospite, a sostegno delle spese dell’organizzazione dell’evento. In questo senso i cittadini possono diventare promotori di una sostenibilità etica che si fonda nella protezione della conoscenza. Inoltre, per il prossimo anno, edizione 2014, la scuola che ha già dato disponibilità ad accogliere il Rito sarà il Liceo artistico Lazzaro”.

Concluso il Rito della Luce, ci sono altri progetti artistici a cui sta lavorando?
“In questa fase della mia vita il mio pensiero va al futuro del grande patrimonio artistico della Fiumara. A tutela della conservazione e della valorizzazione delle opere d’arte nascerà l’Accademia universitaria di eccellenza Fondazione Fiumara d’Arte che sarà un polo condiviso tra Librino e Tusa.
A Librino lavoreremo sulla valorizzazione territoriale e paesaggistica sviluppando anche l’aspetto sociale dei vari interventi artistici e proseguendo un percorso già intrapreso con gli abitanti del quartiere. A Tusa, invece, lavoreremo sul design all’Art hotel Atelier sul Mare, l’albergo museo dove ogni stanza è stata concepita e realizzata da un artista, e sull’aspetto conservativo e del restauro delle opere del Parco scultoreo Fiumara d’Arte nella Valle dei Nebrodi.
La Fondazione è già all’opera per proseguire il lavoro della Porta della Bellezza a Librino, inaugurata nel 2009. Oggi, quella maestosa opera in terracotta fatta da artisti nazionali, da oltre 2.000 studenti e dalle loro mamme, e composta da 9.000 formelle, non soltanto è intatta ma è diventata simbolo di rinascita per il quartiere che la rispetta e la sente sua. Insieme alle scuole di tutta la Sicilia continueremo a trasformare quell’anonimo muro di cemento armato, che divideva in due il quartiere, in un presidio di bellezza.
E poi mi piacerebbe donare a Librino il “Museo della Luce e della poesia” open air, che prevede l’installazione di opere fotografiche all’interno delle attività commerciali e gigantografie sulle facciate cieche dei palazzi. Il museo nascerà grazie al lavoro di quaranta giovani fotografi siciliani e di alcuni grandi maestri della fotografia internazionale. In due anni sono stati organizzati laboratori didattici in 50 scuole della città di Catania, che hanno affrontato il tema della Costituzione italiana. Gli studenti, insieme ai fotografi e ai docenti, hanno interpretato e tradotto in immagini un articolo della Costituzione a loro scelta.
Nel progetto sono state coinvolte anche le famiglie di 100 bambini di Librino – che hanno raccontato la storia della loro vita per immagini – e 20 associazioni di volontariato che sono state descritte e raccontate attraverso il linguaggio fotografico dai bambini delle scuole.
Progetti importanti impreziositi dalla partecipazione attiva degli abitanti del quartiere.
L’arte nasce, infatti, dalla condivisione, dal lavoro comune fianco a fianco, affinché tutti possano essere partecipi della bellezza, che è conoscenza universale immutabile”.