Reggio, Unc e Adiconsum denunciano: “Sulla Tares silenzi sconcertanti, cittadini disperati”

taresL’esasperazione dei cittadini oppressi da una pressione fiscale intollerabile, ha raggiunto ormai livelli insostenibili con la notifica degli avvisi di pagamento TARES recapitati in questi giorni.

A denunciarlo sono l’Avv. Saverio Cuoco e Saverio Vespia rispettivamente responsabili regionale e provinciale dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria e Adiconsum.

Tali avvisi, indecifrabili  nella loro esposizione, denotano lo scollamento e cioè la totale mancanza di percezione della realtà tra gli amministratori e gli amministrati, vengono chiesti importi da pagare  che oscillano in genere tra 300 e 600 euro,  in un’unica soluzione ed entro il 20 Dicembre 2013.

Eppure, proseguono i rappresentanti delle associazioni di consumatori,  non si è avuta nemmeno l’accortezza,  di comunicare (alla stregua di altri comuni) che lo scorso 12 dicembre il Ministero dell’Economia e delle Finanze (visibile sul sito dello stesso),ha stabilito un nuovo termine al 16 Gennaio 2014 per il saldo Tares, nel caso in cui i Comuni non avessero inviato gli avvisi di pagamento con relativo modello F24 in tempo utile per il pagamento e cioè entro il 16 Dicembre 2013.

Soltanto nella serata del 19 dicembre dopo l’allarme sociale creatosi tra i contribuenti e l’assalto agli uffici della REGES da parte di cittadini inferociti, il Comune decide di prorogare il pagamento del saldo della TARES al 31 Dicembre 2013, dandone comunicazione attraverso la stampa nel giorno di scadenza della stessa e cioè il 20 dicembre 2013.

Avvisi di pagamento con simili importi, non rateizzati, notificati due giorni prima della scadenza, hanno gettato letteralmente nella disperazione numerosi cittadini che hanno contattato l’Unione Nazionale Consumatori Calabria e Adiconsum, in cerca di chiarimenti.

Tutto ciò è totalmente inaudito e assurdo affermano i rappresentanti delle associazioni dei consumatori, non si possono chiedere simili importi in così breve tempo, senza comunicare l’avvenuta proroga, significa aumentare in maniera crescente la percentuale delle famiglie in soglia povertà, annullando totalmente i già esigui consumi , proprio a ridosso del periodo natalizio, costringendo i cittadini ad estenuanti file presso gli uffici postali.

Tali importi TARES, (di cui Reggio Calabria detiene come ormai notorio, il primato in Italia) che comprendono oltre i costi della raccolta rifiuti solidi urbani anche i servizi cosiddetti  “indivisibili” tra i quali la manutenzione delle strade, non servono nemmeno a rendere accettabili i servizi  stessi per i quali vengono chiesti i pagamenti, è infatti sotto gli occhi di tutti, sia il livello di manutenzione delle strade colabrodo, che la inesistente raccolta rifiuti solidi urbani.

Inoltre poiché anche le Istituzioni sono soggette alla legge, ci saremmo aspettati, proseguono i rappresentanti delle associazioni dei consumatori,  (in ottemperanza al D.Lgs. n° 507 del 1993 art. 59, istitutivo del tributo per la raccolta dei rifiuti solidi urbani e del D.L. n° 201del 2011)  l’applicazione delle riduzioni del tributo in caso di  mancato svolgimento del regolare servizio di gestione e smaltimento dei rifiuti.

Il legislatore infatti, con le norme in questione, ha inteso garantire all’utente una regolare ed effettiva fruizione del servizio, predisponendo che, ai fini della legittimità della pretesa impositiva, non è sufficiente la mera istituzione della stessa, ma risulta altresì necessario, che i Comuni nei quali il tributo è applicato, predispongano e mantengano concretamente tutte le strutture operative necessarie ad assicurare il suo effettivo svolgimento.

Inoltre il Comune di Reggio Calabria, non ha tenuto minimamente in considerazione tutte le riduzioni del tributo previste da delibere precedenti per le fasce deboli, ovvero: per le abitazioni i cui occupanti, pur se proprietari dell’alloggio, siano esclusivamente titolari di reddito da assegno sociale o pensione sociale; per le famiglie che abbiano nel loro nucleo familiare un portatore di handicap riconosciuto ai sensi della legge 104/92 e/o titolare d’invalidità civile al 100% con accompagnatore; per i nuclei familiari che hanno un reddito annuo pari o inferiore al minimo di legge stabilito, ai fini del pagamento IRPEF, per coloro che devono versare i  rifiuti distanti dal luogo di residenza, ecc.ecc.

Poiché ormai molti cittadini, per i costi proibitivi della giustizia, rinunciano anche a inoltrare ricorsi all’Autorità Giudiziaria a tutela dei propri diritti, i rappresentanti delle associazioni dei consumatori, chiedono alla terna Commissariale di sostenere preliminarmente le fasce deboli, attraverso la reintroduzione di sgravi e agevolazioni , nonché consentire, attraverso una oculata rateizzazione,  a tutti i cittadini oberati da una infinità di tasse di fine anno e di inizio del prossimo, di poter ottemperare agli obblighi fiscali, in conformità a quanto dettato dalla Costituzione Italiana, secondo la propria capacità contributiva.