Reggio, tutta la verità sul grande successo dei Bronzi di Riace a Palazzo Campanella [FOTO]

01Abbandonati in uno scantinato, sommersi dalla polvere“: così i soliti sciacalli hanno dipinto nei mesi scorsi i Bronzi di Riace sulla stampa nazionale, raccontando menzogne pur di infangare Reggio Calabria e le sue opere più importanti e rappresentative. Oggi che i Bronzi sono di nuovo in piedi nel nuovo Museo, inaugurato dal ministro Bray insieme al governatore Scopelliti, quegli sciacalli tacciono come se nulla fosse. Ma a prescindere da questo, facciamo un passo indietro sull’esperienza (di successo) dei Bronzi a Palazzo Campanella, ospitati per quasi 4 anni nella sede del Consiglio Regionale della Calabria dove sono stati restaurati in uno “scantinato” costato oltre due milioni di euro per le strutture allestite appositamente per ospitare le due statue, aperto (gratuitamente) ai turisti (quasi un milione in questi 4 anni!) dove i restauratori Paola Donati e Nuccio Schepis hanno provveduto alla  rimozione della terra di fusione residua e alla messa in atto di trattamenti protettivi.
20Sono stati modificati, inoltre, i supporti interni; e’ stato installato, sempre all’interno delle statue, un sistema di monitoraggio permanente ed effettuata la diagnostica fisica e chimica. Il rientro al Museo e’ stato preceduto dalla realizzazione, a cura dell’Enea, di nuove basi antisismiche che garantiscono la stabilita’ dei due “guerrieri” anche in caso di scosse di terremoto di forte intensità. Come possiamo osservare nelle immagini a corredo dell’articolo, lo “scantinato” che ha ospitato i Bronzi di Riace per quasi 4 anni fino al loro ritorno al Museo, ha visto l’esposizione di tante altre pregevoli opere artistiche che adesso hanno trovato spazio nelle nuove sale di Palazzo Piacentini. Un’esperienza di successo ormai passata alla storia come elemento d’eccellenza per la città di Reggio Calabria. Alla faccia degli sciacalli.