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Reggio: nota di UGL Calabria sulla morte del ragazzo extracomunitario a San Ferdinando

UGL GiovaniDi seguito la nota diffusa dalla segreteria regionale UGL Calabria: Ogni anno in Italia diverse persone muoiono a causa del freddo e l’altro ieri anche a San Ferdinando in provincia di Reggio Calabria Man Addia di nazionalità  liberiana, aveva  solo 31 anni, secondo le prime ricostruzioni,  sarebbe stato colto da malore a causa delle temperature  troppo rigide . “Più volte abbiamo cercato di sollecitare a mezzo stampa– lo dichiara Giulia Meliti membro della Segreteria Regionale UGL Calabria con delega al Dipartimento Legalità e Sicurezza dello stesso sindacato- la drammatica situazione in cui versano gli immigrati e, indipendentemente dalle cause del decesso, ne approfittiamo tentando di tenere  alta l’attenzione sull’argomento. Le temperature si abbasseranno ulteriormente, il problema potrà estendersi e non riguardare solo gli immigrati, ma tutti coloro che a causa dello “stato di necessità” si ritroveranno senza un tetto nel periodo invernale. Il nostro  appello sarà , inoltre, quello di tenere aperti ripari,stazioni , chiese, locali comunali perché  si possa  dare ospitalità a chi ne ha bisogno; la questione, oramai  non è circoscritta-prosegue la sindacalista- di freddo si muore anche in Calabria”.  Il giovane , come tanti altri   extracomunitari,venuto in Italia in cerca di “fortuna” di un lavoro dignitoso, per mandare a casa un “aiuto economico”, disposto a fare qualsiasi sacrificio,  non poteva mai  immaginare che   le condizioni di vita sarebbero state proprio quelle di vivere in una ”tendopoli”, oppure, nel suo caso, fuori  al freddo. “Da anni tutta l’UGLchiede ai Governi ed ai Parlamenti di rivedere tutte le leggi ed i regolamenti attuativi che disciplinano la materia dell’immigrazione relativamente agli ingressi, al soggiorno ecc– prosegue  Antonio Franco Segretario Regionale UGL Calabria –è necessario quindi-conclude- concretizzare percorsi mirati a colpire chi è complice col sistema malato  e corrotto dei trafficanti di esseri umani ed  evitare inoltre che non  si attivino meccanismi eccessivamente  lassisti o persecutori”.