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Reggio, Michele Marciano: “e i tagli alle Province fecero raddoppiare le città metropolitane”

Michele Marcianò

Di seguito la nota diffusa dal Consigliere Provinciale dott. Michele Marcianò:

L’ hanno chiamato disegno di legge “svuota province” ma in compenso rischia di riempire il nostro Paese di città metropolitane. Le città metropolitane, alla Camera, si moltiplicano giorno dopo giorno, emendamento dopo emendamento. Da 10 che dovevano essere  potrebbero diventare 18, quasi il doppio.

Il disegno di legge è quello approvato dal consiglio dei ministri prima dell’ estate per togliere poteri alle province in attesa della loro cancellazione. E’ anche per compensare questo “svuotamento” che nascono le città metropolitane: i grandi capoluoghi si prendono anche il territorio della provincia e diventano un’ amministrazione unica, con un sindaco unico. Se ne parla da oltre 20 anni e l’ operazione ha una sua logica.

Ma è la loro moltiplicazione che suona strana, quasi che la città metropolitana sia l’ ancora per salvarsi dalla tagliola delle province. Nel testo uscito prima dell’ estate da Palazzo Chigi i super capoluoghi erano dieci: da Roma a Milano, da Napoli a Bologna, tutte le grandi aree urbane compresa la nostra città.

Ma adesso è la Camera a proporre di allargare la famiglia. Il disegno di legge arriverà la prossima settimana in Aula e ci sono due emendamenti firmati da alcuni parlamentari della commissione Affari costituzionali. Salvo altre sorprese saranno approvati. Il primo dice che possono diventare città metropolitane anche le province che hanno più di un milione di abitanti. Sono tre: Salerno, Brescia e Bergamo. Ma da questa moltiplicazione potevano restare fuori le Regioni a statuto speciale? Il testo iniziale del governo non ne faceva cenno. Ma la commissione Affari costituzionali ha prima consentito che ce ne fosse una per Regione. Poi si è fatta sentire la Sicilia. La regione di città metropolitane ne aveva già trovate tre: oltre a Palermo, anche Messina e Catania.

Detto fatto. Un altro emendamento dalla commissione allarga ancora la famiglia alle città metropolitane “già all’ uopo individuate con legge regionale”. Le tre siciliane più, con molta probabilità Cagliari e Trieste.

Il Parlamento, con le riforme istituzionali, sembra abbia deciso di fare dell’ Italia il fanalino di coda dell’ Europa, come ha dichiarato giustamente anche il Presidente dell’ UPI Saitta. E’ impensabile fare nascere in Italia 18 Città metropolitane, di cui 6 concentrate in due Regioni, quando in tutta Europa le Città metropolitane non arrivano a 20.