Reggio, l’inaugurazione del Museo e i Bronzi di Riace distrutti dall’indifferenza di una città che si vuole male

bronzi-destruction_01Avrebbero voluto vederli distrutti, caduti dalla loro pedana, andati in frantumi dentro il Museo o nel viaggio che li ha riportati nella loro casa dopo i 4 anni di restauri a Palazzo Campanella. Invece è andato tutto bene, e allora adesso dei Bronzi di Riace, del nuovo bellissimo Museo Nazionale della Magna Grecia, non gliene frega più niente. E dopo che per anni si sono lamentati dei ritardi dei lavori di ammodernamento, della sua chiusura per lungo tempo, dell’esilio forzato delle due statue, adesso che invece è una bella giornata in cui la città ritrova il suo principale luogo di cultura ecco che domina l’indifferenza generale e, anzi, la delusione di quegli sciacalli sempre pronti in prima fila a sguaitare come le iene quando c’è da lamentarsi e criticare, ma mai ad apprezzare e sorridere di fronte ad eventi positivi e piacevoli come quello di oggi.
Noi non ci stiamo, non è questa la Reggio che vogliamo, non è questa la mentalità con la quale si può superare il momento di crisi e riprendere quel percorso di crescita e sviluppo che la città aveva intrapreso fino a qualche anno fa. Oggi è un giorno di festa, un giorno importante e significativo, in cui tornano ad aprirsi le porte del Museo con i Bronzi finalmente nella loro “casa” dopo l’esperienza (di successo) a Palazzo Campanella. Bentornati ai Bronzi, più belli di prima, sempre più simbolo di questa città e adesso elemento di grande speranza per un futuro di rilancio.