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Reggio: i temi del lavoro, dell’usura, della ricerca e della mafia al centro di “confini e horcynusfest”

image I temi del lavoro, dell’usura e ancora il morire di ricerca, la mafia della porta accanto e quella dei killer spietati, raccontati dai linguaggi della video arte, del teatro, del cinema, della narrativa e del giornalismo, saranno al centro domani, al Teatro Politeama Siracusa, della prima giornata della versione invernale dell’Horcynus Festival 2013 e di Confini, il programma internazionale di arti visive del Mediterraneo a cura della Fondazione Horcynus Orca (centro di divulgazione scientifica sulle tecnologie ambientali, polo mediterraneo per le arti contemporanee e per l’economia solidale con sede a Messina e Reggio) in associazione temporanea d’imprese con la rete europea dell’economia sociale Reves, la Fondazione di Comunità di Messina, Teatro Civile Mana Chuma, il Circolo del Cinema Charlie Chaplin e l’associazione culturale Teatro di figura Le Rane, con il supporto logistico di Comune di Scilla e Università Mediterranea.

A rompere il ghiaccio ci penserà l’Horcynus Festival e il teatro civile per le scuole. Alle 9.00 e alle 11.00, Manaimages Chuma Teatro porterà in scena i matinée di “Longa è a Jurnata”, di Salvatore Arena, sul palco con Massimo Barilla e Giacomo Farina, autore di originali incursioni musicali dal vivo. Il testo finalista del prestigioso Premio Riccione per il Teatro 2005, racconta l’ultimo lungo, interminabile giorno di due amici, stretti in un cerchio sempre più asfissiante tra le conseguenze di un incidente sul lavoro, i sogni ingenui, il desiderio di lavoro, di riscatto, di una vita migliore in un seminterrato alla fine degli anni ’70. A seguire, l’incontro sul tema dell’usura e le sue cause in collaborazione con Microda?nisma (progetto Economiamo), con la testimonianza dei volontari dello sportello ascolto usura, tra cui anche ex vittime del fenomeno.

Si prosegue nel pomeriggio, alle 18.00, con il Premio cinematografico Maurizio Grande e la proiezione di “Con il fiato sospeso” di Costanza Quatriglio. Vincitore del premio “Gillo Pontecorvo – Arcobaleno Latino”, il film, è stato spirato dal memoriale del dottorando Emanuele Patané, morto di tumore al polmone a 29 anni denunciando le condizioni insalubri dei laboratori di chimica della facoltà di farmacia dell’Università di Catania, chiusi poi per sospetto ambientale. Una vicenda controversa sfociata in un processo ancora in corso, che documenta l’obsolescenza delle strutture universitarie per la ricerca ed evidenzia la ricattabilità in cui spesso vivono gli studenti universitari italiani.

In serata, alle 20.00, Confini inaugura l’appuntamento quotidiano fino al 17 dicembre con il Festival internazionale di video-arte, un viaggio nella produzione dei video d’artista nel Mediterraneo a cura del direttore artistico e critico d’arte Martina Corgnati. Tra il pubblico in sala ci saranno anche gli studenti e artisti selezionati tramite bando pubblico per partecipare al secondo Cantiere d’Arte. il workshop dedicato al confine tra musica e arte digitale con il compositore Giovanni Renzo.

Alle 20.30 si torna all’Horcynus Festival. In collaborazione con Libera Reggio, l’inchiestista de “L’Espresso” Fabrizio Gatti regalerà al pubblico il reading teatrale di “Gli anni della peste – La nostra mafia quotidiana: dai quartieri alla trattativa con lo Stato” (Rizzoli 2013). Con la testimonianza in prima persona di un giornalista infiltrato, Fabrizio Gatti ci fa scoprire la mafia della porta accanto, quella che si nasconde nei quartieri, negli uffici pubblici, nella vita di tutti i giorni. La mafia quotidiana, di cui l’intero Paese e? complice, che negli ultimi vent’anni ha condannato l’Italia a diventare cio? che e?. Poliziotti e funzionari asserviti al crimine, investigatori onesti abbandonati al loro destino, avvocati lanciati in politica, un killer-ragazzino che non ha avuto il coraggio di uccidere ma ha la forza di collaborare con la giustizia, diventando il primo pentito tradito dallo Stato.

Chiude il programma della serata, alle 22.00, la proiezione di “Salvo”, un film di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza con Luigi Lo Cascio, vincitore del Grand Prix Revelation all’ultimo Festival di Cannes. Salvo è un killer della mafia siciliana, solitario, freddo, spietato. Entrato in una casa per eliminare un uomo, si trova davanti Rita, una ragazza cieca che assiste impotente all’omicidio di suo fratello. Ormai le loro esistenze sono legate per sempre.

Tutti i dettagli sul sito internet www.horcynusorca.it e sul blog www.confiniartivisive.it