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Reggio, Fabrizio Nociti eletto presidente della Consulta provinciale degli studenti

fabrizio nocitiDi seguito una nota di Fabrizio Nociti, presidente provinciale della Consulta degli Studenti.

L’elezione a presidente della Consulta provinciale degli studenti è per me un motivo di onore e di orgoglio, ma anche di rinnovata responsabilità. Infatti, quando ho deciso di intraprendere questo percorso avevo ben chiaro in mente il fatto che l’impegno in favore delle istanze della comunità studentesca rappresentasse un compito alto e nobile, da adempiere con puro spirito di servizio e senso del dovere. Sono pienamente consapevole delle responsabilità connesse a questa funzione, che intendo affrontare con animo sereno ed equilibrato, senza cedere a facili entusiasmi. Indubbiamente, non può che incoraggiarmi il fatto che il mio progetto sia stato largamente condiviso sin dall’inizio, andando oltre le mere appartenenze partitiche, riuscendo a coagulare intorno alla mia persona un fronte ampio e desideroso di lavorare attivamente per il conseguimento di un obiettivo comune. Rivolgo, pertanto, un particolare ringraziamento all’associazione A.R.I.A, ai giovani del Mir e quel gruppo di giovani democratici d’ispirazione renziana che hanno contribuito al raggiungimento di questo importante risultato. Tuttavia, pur avendo compiuto un primo grande passo, questo va considerato come un punto di partenza e non certo di arrivo. Ci troveremo a sostenere sfide impegnative ma le affronteremo con il nostro entusiasmo, la nostra vitalità e la nostra creatività. Il nostro mandato sarà caratterizzato da alcuni punti che ritengo indispensabili per dare pienezza di contenuti alla funzione che la consulta degli studenti deve svolgere. Innanzitutto, occorrerà sfruttare quest’importante strumento di cui disponiamo in modo pieno, raccordandosi con enti, istituzioni e amministrazioni pubbliche per dare vita a un percorso virtuoso di crescita, perché gli studenti non possono essere considerati come un corpo isolato nell’ambito della società, ma anzi ne costituiscono spesso la parte più sana, positiva e propositiva. In secondo luogo, ogni studente dovrà vedere nell’istituzione che rappresento un punto di riferimento, a prescindere dalle proprie convinzioni politiche. Il dialogo sarà costante e con tutti, giacché solo basandosi sul prezioso strumento dialettico la democrazia può dirsi pienamente compiuta. Per cultura e formazione, sono convinto che la discussione, anche quando è serrata, sia l’unico metodo che vada usato per affrontare e risolvere i problemi: l'”arma” del dialogo alla lunga ci permetterà di cogliere frutti migliori arricchendoci nel confronto. Per queste ragioni intendiamo ascoltare e dare il giusto valore ad ogni singola opinione, cercando poi di giungere a un momento di sintesi per produrre una proposta comune che sia la più rappresentativa possibile delle esigenze di ciascuno studente. Compattezza e unità d’intenti sono indubbiamente la dinamica più consona perché si ottengano risultati, accreditando la comunità studentesca come un organismo maturo, in grado di dimostrare appieno le proprie capacità e la propria energia. La nostra voce, e sono sicuro che saremo in grado di effettuare proposte originali ed interessanti, sarà tanto più ascoltata quanto più risulterà unitaria. Così, non possiamo, non dobbiamo e non vogliamo essere e nemmeno apparire, divisi perché le frammentazioni rendono deboli. Al contrario, dobbiamo essere capaci di ripetere ed ampliare quel consenso allargato che ci rende più forti e migliori nella nostra progettualità scolastica e sociale. Avere l’intelligenza di aprirci al bene comune, mettendo da parte qualsiasi pregiudizio, aprendoci ad ogni forma di confronto e collaborazione anche con associazioni, enti ed istituzione che operano nel nostro territorio. Non chiederemo mai a nessuno da dove venga, ma semplicemente dove sia diretto e dove il nostro cammino possa incontrarsi sulla strada del progresso.