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Reggio e Messina “Città Metropolitana dello Stretto”: adesso o mai più, i tempi sono maturi

reggio e messina città metropolitanaDue quartieri di una sola, grande e importante, città. La “Città Metropolitana dello Stretto“. Reggio e Messina hanno un’altra – l’ennesima – grande occasione storica per essere più vicine che mai, più gemelle che sorelle (come sono sempre state), più forti e potenti perchè unite. Una sola città di oltre 420.000 abitanti, con un’area metropolitana che comprenderebbe più di un milione di persone, inglobando le aree limitrofe ai due principali centri urbani.
A rilanciare l’idea è stato il ministro messinese Gianpiero D’Alia, che ha invitato il sindaco Accorinti a fare la propria parte e impegnarsi su questo dopo che il governo e la Regione hanno salvato il Comune di Messina dal default. D’Alia, nei giorni scorsi a Messina, ha spiegato che “la città metropolitana si fonda su un patto tra comuni che vogliono crescere insieme, senza cancellarne le identità ma valorizzarle. Il disegno di legge prevede sinergie per i servizi e soprattutto indica un percorso certo per arrivare finalmente all’Area dello Stretto. Mettiamo insieme il meglio che abbiamo tra le due sponde“. Messina diventerà Città Metropolitana della Regione Sicilia in base al ddl che la commissione Affari istituzionali dell’Ars ha adottato come testo base per la riforma che riguarda i Liberi consorzi di comuni e le Città metropolitane, mentre Reggio Calabria è già una delle 10 “Città Metropolitane” d’Italia: una volta istituito questo nuovo ente amministrativo, sarà molto più semplice intraprendere e concretizzare quella conurbazione di cui si parla tanto da anni ma fin qui rimasta solamente un sogno nel cassetto. Intanto anche le due Regioni, Calabria e Sicilia, si stanno muovendo in modo concreto: Scopelliti e Crocetta si incontreranno a breve per i primi passi operativi che vadano a sancire l’unione tra Reggio e Messina. E Michele Bisignano, storica bandiera di questo progetto, ai nostri microfoni ha voluto sottolineare per l’ennesima volta che “è necessario prendere coscienza che l’Area dello Stretto sia l’unica strategia percorribile, da entrambe le sponde, in termini di sviluppo“.