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Poesia di Peppino Impastato per spot? Famiglia non ci sta: “era contro consumismo”

Fa davvero discutere la scelta di un’azienda di Como che produce occhiali – la “Glassing” – che ha scelto una poesia di Peppino Impastato a corredo di uno spot pubblicitario. Il componimento in questione è la conosciuta “esortazione alla bellezza”. Immediata la reazione della famiglia Impastato, e in particolare del fratello Giovanni, che ha definito la scelta della ditta “offensiva”, e con loro l’indignazione marcia a passo serrato anche sul web.

Lo spot vede un uomo interpretare i versi di Peppino:

Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi ci si abitua con facilità. Ogni cosa pare dover essere così da sempre e per sempre. Insegniamo la bellezza alla gente, così non avremo più abitudine e rassegnazione, ma sempre vivi, curiosità e stupore

Poi l’esortazione per vendere il prodotto: “Non è importante quello che vedi, ma come lo vedi”. Giovanni Impastato però non ci sta: “Peppino non può essere utilizzato per una pubblicità, come testimonial che invita ad acquistare qualcosa. Lui era contro il consumismo, l’avrei detto chiaramente agli autori di questa iniziativa se mi avessero contattato“. Ed aggiunge che già, tramite il loro legale, la famiglia ha chiesto il ritiro dello spot. Dalla “Glassing” al momento nessuna risposta alle accuse di “mercificazione” della figura di Peppino.

Il messaggio, per carità, è lodevole. Ma può un eroe antimafia, tra le altre cose notoriamente vicino agli ideali comunisti, essere “sfruttato” per uno spot pubblicitario? Insomma, a noi vengono in mente quelle pubblicità con Gandhi o John Lennon. Fossero stati vivi, avrebbero consentito che la propria immagine venisse utilizzata per scopi del genere? Abbiamo più di un dubbio. Non c’è dubbio invece che Peppino Impastato non si sarebbe mai prestato ad un’operazione di marketing. Ecco il discusso spot della “Glassing”: