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Messina, restituiti i beni confiscati a Caliri e Capone

Il Tribunale di Messina

Il Tribunale del Riesame ha disposto la restituzione dei beni confiscati a Giuseppe Caliri e Natale Capone nell’ambito dell’inchiesta sui corsi d’oro.

I due sono indagati per la gestione dei fondi destinati all’ente di formazione Ancol e accusati, tra l’altro, di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Così, per decisione del tribunale del riesame, verrà loro restituita una somma complessiva di circa 300mila euro per la quale era stato precedentemente disposto il sequestro.

Confermati invece i sequestri degli altri soggetti coinvolti, Elio Sauta, la moglie Grazia Feliciotto, Chiarà Schirò, moglie del deputato nazionale del PD Francantonio Genovese, Concetta Cannavò, Natale Lo Presti, Nicola Bartolone, il funzionario regionale Carlo Isaja, l’ex assessore Melino Capone Salvatore Giuffrè, Daniela D’Urso, moglie del deputato regionale del PDL ed ex sindaco di Messina Giuseppe Buzzanca. Il processo a loro carico verrà celebrato tra una settimana.