Messina, la nuova proposta dei Democratici Riformisti

20131223_111624Si è svolta questa mattina la conferenza stampa dei Democratici Riformisti per la Sicilia, in occasione della quale, il capogruppo all’Ars, Giuseppe Picciolo, ha presentato il nuovo disegno di legge relativo alla promozione e all’ organizzazione dei distretti produttivi.

Così come esposto dal coordinatore provinciale Santino Calderone, la regione Sicilia “non ha una legge organica per affrontare i distretti produttivi, che forniscono ottimi e privilegiati canali di semplificazione per ottenere i finanziamenti”. Quella in vigore presenta grossi limiti che, con l’approvazione della proposta stilata sul modello della Regione Puglia ( che dal 2007 ha visto crescere esponenzialmente il fatturato in determinati settori ) verrebbero agevolmente superati. Primo fra tutti il vincolo sul numero delle imprese necessarie all’istituzione del distretto: non più 50 ma 30 e, per i distretti tecnologici, quelli cioè con una larga presenza di soggetti del mondo della ricerca, della formazione e dell’innovazione, si scende a quota 10.

L’idea di fondo – ha sostenuto il dottor Emilio Minniti, autore, insieme a Calderone del disegno di legge – è che la Sicilia debba essere pronta a competere. Il nostro Paese è notoriamente il paese dei distretti produttivi, basta pensare agli esempi forniti dalle Regioni Puglia, Veneto, Lombardia; lo spirito è quello di fare sistema per reggere la sfida competitiva in un contesto in cui la politica non ha risposte, perché mancano i fondi per i finanziamenti”. Proprio per superare l’impasse prodotta dall’esasperazione di alcuni temi della precedente formula, non sussisterà più la necessità per le imprese  di avere sede legale sull’isola, prerogativa che imponeva un ulteriore inutile vincolo.

La conferenza è stata anche il pretesto per fare il punto della situazione; l’onorevole Marcello Greco ha esposto il lavoro svolto fino ad oggi relativamente a tre temi “caldi” ; ha parlato di vittoria, di grandi risultati ottenuti con l’assunzione al C.I.A.P.I. di Priolo di più di 1600 lavoratori, di possibile stabilizzazione dei precari e di nuovi progetti per il teatro dopo la scomparsa dei “finanziamenti a pioggia”.

L’onorevole Giuseppe Picciolo ha espresso la volontà di sposare il progetto dei professori Limosani e Gambino riguardo l’area metropolitana dello Stretto, ed ha chiarito che, oltre i consueti ordini del giorno, una delle priorità resta il riordino della rete ospedaliera, soprattutto adesso che l’A.I.O.P. ha impugnato, in via cautelativa, il decreto di riordino al T.A.R. Un’altra risoluzione della VI commissione investe i criteri con i quali vengono nominati i manager; secondo Picciolo le modalità attuali costituiscono una grossa ipoteca, per cui i criteri devono essere chiariti dall’inizio.

Il compito di descrivere la strada intrapresa dal gruppo DR in consiglio comunale spetta al consigliere Carlo Abbate, il quale, incalzato, ha parlato della scelta di approvare il bilancio preventivo del 2013 come di un atto di responsabilità. Abbate denuncia la totale incompetenza dell’amministrazione nella presentazione degli atti, che ritarda i lavori e non consente una corretta gestione dei servizi.

Questa linea è confermata dal dott. Fabio D’Amore; il suo discorso, benché pronunciato all’inizio, è utile a tirare le somme di tante spiegazioni, alcune esposte in modo vivace, altre meno, date nel corso della mattinata. “ Quello dei DRS, quest’anno, è stato l’unico gruppo propositivo. Non abbiamo attaccato l’amministrazione comunale sui bilanci, perché un muro contro muro non serve a nessuno. Dopo un anno facciamo le nostre osservazioni , con proposte per fare funzionare al meglio la macchina organizzativa. Anche il Presidente Crocetta ha avuto il tempo necessario, adesso ci aspettiamo di vedere i risultati. Noi non diamo nulla in cambio, se non il piacere di fare politica”.