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Domani scatta la mobilitazione dei “Forconi”: 96 presidi in tutt’Italia, merce e benzina a rischio

17834620_movimento-dei-forconi-blocchi-in-sicilia-dal-16-al-20-gennaio-0‘Buona rivoluzione a tutti’, e’ il saluto che i promotori di ‘Fermiamo l’Italia’ si scambiano su siti e social network in vista dell’annunciata mobilitazione che da domani sera punta a paralizzare il traffico in varie citta’ d’Italia con blocchi stradali e manifestazioni, mentre i prefetti di diversi capoluoghi, sulla base di una circolare inviata dal Viminale, hanno gia’ emanato ordinanze per vietare assembramenti stradali a garanzia dei diritti dei cittadini e per la continuita’ dei servizi essenziali. E nonostante le defezioni di diverse sigle e movimenti in contrasto con l’annunciata adesione di formazioni di estrema destra come Forza Nuova, il numero di presidi organizzati sul territorio e’ salito a 96. Da domani sera alle 22, quindi, ”iniziano i giochi, scatta la mobilitazione ad oltranza. Il grosso si muovera’ da lunedi’ mattina”, e’ l’annuncio sul web di una ”lotta che non ha dietro sindacati o partiti, ne’ apparati di alcun tipo. La mobilitazione del 9 dicembre e’ partita, sulla scia del Movimento dei Forconi di Mariano Ferro, da un manipolo di esponenti di categorie sociali in rotta con le loro rappresentanze sindacali e politiche ufficiali, attivisti che poi si sono autorganizzati e federati, camminando sulle loro gambe. da un paio di settimane si vanno aggiungendo altri settori sociali, quelli del lavoro precario e marginale, dei giovani disoccupati, degli esclusi, dei nuovi poveri”. Una mobilitazione che naturalmente non sfugge all’attenzione degli apparati di sicurezza e di intelligence. Il timore e’ che nella protesta pacifica dei movimenti in piazza si possano infiltrare frange violente, provenienti dall’estremismo politico, dalla criminalita’ o dalle formazioni piu’ violente del mondo ultras, per sfruttare le rivendicazioni sociali e provocare disordini. Tra le probabili defezioni di tipo ‘politico’ anche quella di ‘Insorgenza Civile’: ”Solo l’idea che siano esposti simboli politici fa venir meno l’idea di partecipare”, dice all’Adnkronos Raffaele Colucci, esponente del movimento meridionalista. ”Su questa manifestazione non deve esserci alcun ‘cappello’ politico, ne’ di destra ne’ di sinistra. No a tricolori o bandiere di partito”. Comitati di base, attivisti del movimento dei Forconi, esponenti di alcune sigle dell’autotrasporto, manifesteranno per ”il popolo massacrato dalla crisi e dalle politiche austeritarie, per cacciare il governo, anzi per rovesciare il regime oligarchico. Ma non ci si limita ad un No, si chiede la difesa della Costituzione democratica, la riconquista della sovranita’ popolare, nazionale e monetaria, l’uscita dall’euro”. Previsti presidi e blocchi stradali a Roma, Milano, Torino, Verona, Padova, Bologna, Genova, Napoli, Bari, Salerno, Catanzaro, Catania, Palermo, Cagliari e in decine di altri centri su tutto il territorio nazionale. ”Solo un anno fa un simile fenomeno sarebbe stato impensabile. E’ non solo il sintomo di un primo salto di coscienza (sulle cause e i responsabili del disastro sociale, sulla via per venirne fuori), e’ anche la consapevolezza che senza una sollevazione da questo marasma non se ne esce. La miscela tra questi due fattori -si legge su ‘Sollevazione’, foglio telematico del Movimento Popolare di Liberazione- e’ la base su cui si fonda il nostro ottimismo, la miscela che puo’ innescare a sollevazione generale. Non ci facciamo illusioni, la strada e’ in salita. Un popolo ipnotizzato e rimbambito non si risveglia in un colpo solo, ma con una serie di colpi successivi. Quello del 9 dicembre speriamo sia forte, esemplare, contagioso”.