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Cosenza ricorda Enzo Bilotti, la figlia commuove la chiesa. Il sindaco: “gli intitoleremo una strada”

Sindaco-Mario-Occhiuto-1-CosenzaNella chiesa di San Nicola questa mattina il cerimoniale non ha fatto mancare il gonfalone della città, a testimonianza del ricordo pubblico e altamente commemorativo che il Comune di Cosenza, alla presenza della famiglia Bilotti, ha voluto rendere all’indimenticato Enzo, benefattore e promotore (con il fratello Carlo) del Museo all’aperto di corso Mazzini.

La santa messa, esattamente a un anno dalla morte, è stata personalmente voluta dal sindaco Mario Occhiuto che, a conclusione del rito religioso, ha annunciato che l’Amministrazione intitolerà una strada al concittadino.

“Voglio ringraziare sentitamente – ha dichiarato Occhiuto nel suo discorso celebrativo – Enzo Bilotti, che con il suo determinato impegno e la sua passione ha consentito, insieme all’opera del fratello Carlo, la realizzazione di numerosi progetti artistici per Cosenza. Per la sua esperienza e la sua attenzione alla crescita culturale della città lo avevo nominato mio consulente, inutile sottolineare a titolo gratuito. E se pure il destino lo ha portato via  dopo poco tempo rispetto all’inizio di questa collaborazione, questo breve tempo mi è bastato per cogliere l’estremo trasporto affettivo per Cosenza di quest’uomo, che ha contribuito a creare il Mab, luogo ormai di eccellenza. Uno spazio che si è sviluppato da sé, quasi senza che ce ne accorgessimo, senza un evento concreto e databile, ma attraverso tanti gesti di generosità di Enzo, concretizzando un qualcosa mai sperimentato in altre città: e cioè una sede naturale di una raccolta di pregio,  che si propone di essere modello, stimolo, punto di attrazione e vetrina oltre i confini regionali e nazionali. L’Amministrazione non mancherà di conferire il giusto tributo ad Enzo Bilotti. Ritengo doveroso evidenziare a tutti, infatti, la sua meritoria attività – ha annunciato il Sindaco – intitolandogli una strada di Cosenza”.

E’ toccato poi alla giovanissima Carla Bilotti, penultima figlia del compianto Enzo, tracciare un ricordo del padre e soprattutto di un giorno che rappresenta tuttora una ferita aperta.

Carla ha letto righe commoventi riportate di seguito in maniera integrale:

Eccolo un flash, il nastro gira ma, questa volta a ritroso, eccola la sequenza delle mie lacrime trattenute in una data: 14 DICEMBRE… Ci salutammo con un bacio e a colpi di sguardi. Turbati dal timore di non ritrovarci più, nella nostra casa, nella nostra quotidianità… Un mezzo giro con la testa, guardai quella stanza d’ospedale, ti salutai papà, lo feci sperando di vivere insieme a te ancora per tanto tempo, convinta che quel ricovero non avrebbe messo sottosopra la mia esistenza. Fiduciosa io, troppo infame la vita. Ci salutammo noi, tante parole dette con gli occhi, mentre io restai intrappolata in quel colore castano scuro per sempre. 14 DICEMBRE… Lo stesso giorno che da un anno mi manda il cuore in ‘blackout’, una data che puntualmente mi piega davanti a quella foto che porta qualche lineamento anche mio. Come dimenticare la mia incredulità davanti a quello che stava accadendo e che poi è accaduto, come non ricordare che da quel momento nulla è stato più come prima. Il dolore, l’angoscia, la nostalgia, la solitudine che mi divorano e quella rabbia che da subito accompagnava l’inutilità di un quesito, quella domanda troppo banale: PERCHE’ PROPRIO A ME? 14 DICEMBRE… Un giorno che ha cambiato la mia vita, quello in cui c’erano tante cose che avrei voluto dire e che avrei voluto fare, ancora, insieme a te… Quello in cui ho fatto in tempo a dirti che eri la ragione della mia vita, che sei stato il migliore del mondo, che sono ancora la tua bambina e che ho ancora bisogno di te, e che sempre ne avrò… Un giorno fatto di rabbia, e di tristezza, di angoscia, di lacrime strette al mio cuore, una data che sembra diventare un’anestesia emotiva e ancora quei baci che si rinnovano tra le pieghe dei ricordi e che ancora, ancora e ancora vorrei donarti. Una partita che non giocherò ma che ho vinto, che abbiamo vinto per esserci amati tanto papà, più del tempo negato, più di una vita che, ancora oggi, mi coglie impreparata. Questo è quello che ha rappresentato e che continua a rappresentare per me Enzo Bilotti, mio padre! Che era così profondamente immerso nella storia cosentina non solo per omaggio e riconoscenza a una terra che gli ha dato i natali, ,a anche, e specialmente, per l’assoluta convinzione che non si può rinunciare alla propria cultura. Ricordo come si inorgogliva quando mi parlava di tutti quegli ‘ingegni fervidi’, così li chiamava, che portavano alto il nome di Cosenza nel mondo e che, per fortuna, aggiungeva, molti erano stati ed erano suoi amici. Forse la fierezza delle origini cosentine avrà contribuito ad alimentarne lo spirito cittadino e a stimolarne l’impegno. Di certo c’è che l’amore per questa città ha accompagnato mio padre fino all’ultimo giorno della sua vita. Oggi, ancora, 14 DICEMBRE… ecco Cosenza, la tua Cosenza puntuale, ad un anno dalla tua dipartita che dedica questa giornata ad onorare la memoria di uno dei suoi figli più affezionati. Ed ora, mentre le lacrime si fermano, trovo molto confortante pensare che la tua dedizione e il tuo amore per questa città ti siano stati ricambiati. Sono certa che sarai felice, papà, di questa giornata. Al Sindaco, alla Giunta e in particolare alla Città tutta, va il ringraziamento della mia famiglia e mio personale. Ciao papà, ciao Enzo. Cosenza ti ricorda insieme a me…”.