Cosenza: conclusa verifica fiscale nei confronti di un falso dentista

Il fermo immagine tratto da un video diffuso il 16 febbraio 2013 dalla Guardia di Finanza di Alessandria mostra il locale adibito a studio medico, le attrezzature utilizzate, le protesi, le siringhe e le attrezzature medicali sequestrate al falso dentista. Da 10 anni esercitava la professione di dentista, operando decine di pazienti, senza aver mai conseguito nessuna laurea. Scoperto dalla Guardia di Finanza a Tortona, in provincia di Alessandria, un falso dentista che per la sua professione di odontotecnico dichiarava al fisco 6mila euro annui ma risulta proprietario di 53 immobili tra terreni (4) e fabbricati (10). Il falso dentista riceveva nella taverna di casa, dove aveva attrezzato un ambulatorio privo di strumenti per la sterilizzazione degli attrezzi, con farmaci spesso scaduti da anni. ANSA/ GUARDIA DI FINANZA DI ALESSANDRIA   +++ NO SALES - EDITORIAL USE ONLY +++I Finanzieri della Compagnia di Cosenza hanno portato a termine un’attività ispettiva nei confronti di un soggetto che nel mese di febbraio di quest’anno era stato colto in flagranza di reato ad esercitare la professione abusiva di odontoiatra.

Il servizio ha tratto origine da una pregressa attività info-investigativa svolta dalle Fiamme Gialle cosentine, che avevano raccolto numerosi e circostanziati indizi circa il fatto che il rappresentante legale del soggetto economico attenzionato operasse senza regolare titolo professionale e senza iscrizione all’Albo professionale dei Medici Odontoiatri, tanto che nel corso di un accesso presso il laboratorio il “falso dentista” è stato colto in flagranza di reato.

I successivi accertamenti svolti anche nei confronti dei suoi prestanome hanno consentito di recuperare a tassazione una base imponibile di oltre 700.000 euro e di circa 90.000 euro di IVA sottratti all’Erario. Lo stesso dopo essere stato deferito all’A.G. nel mese di febbraio per esercizio abusivo della professione è stato nuovamente denunciato ai sensi delle ipotesi di reato previste e punite dall’art. 5 del d.lgs. nr. 74/2000  atteso il superamento delle soglie di punibilità.

I cospicui proventi illeciti percepiti dal professionista abusivo spiegano la  notevole entità del patrimonio immobiliare e mobiliare, sia personale che del proprio nucleo familiare, costituito da autoveicoli di lusso, intestati anche a prestanome, ed un alto tenore di vita, che non aveva alcuna giustificazione atteso che il professionista non aveva mai dichiarato compensi.