Vibo Valentia, operazione “emuli di catone”: sequestrata piantagione di canapa indiana con 1500 piante per 100 chili di marijuana

DSCN4999Grazie alla capillare conoscenza del territorio ed alle continue attività di ricerca e controllo anche in zone impervie della provincia vibonese, i baschi verdi della Compagnia Guardia di Finanza del capoluogo, negli scorsi giorni, nottetempo, individuavano, occultate all’interno di un casolare di campagna molto distante dai luoghi abitati, numerosissime piante di canapa indiana posta ad essiccare, nella quantità di circa un quintale.

In seguito all’ingente quantità di stupefacente rinvenuto veniva intrapresa una serrata attività di ricerca nei terreni circostanti, in C.da Mangano del Comune di Polia (VV), di indizi che potessero indicare la presenza di una piantagione che, per la natura quasi impraticabile del terreno, non poteva essere distante dal nascondiglio.

Veniva quindi trovata la coltivazione illegale ad una distanza di 500 metri circa dal casolare, accanto all’alveo di un torrente, in mezzo agli alberi e mimetizzata con la vegetazione, organizzata su più terrazze ricavate nel terreno scosceso, con circa 1.500 piante ormai giunte alla corretta maturazione. Nelle adiacenze venivano altresì rinvenute 2 vasche che raccoglievano l’acqua di una sorgente e dei sistemi di canali nel terreno che servivano all’innaffiamento delle stesse.

Di tali rinvenimenti e dell’attività di appostamento veniva costantemente notiziata l’Autorità Giudiziaria competente della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lamezia Terme, che disponeva l’estirpazione delle piante di canapa indiana e l’immediata distruzione, mediante incenerimento della marijuana rinvenuta nel casolare, dopo l’opportuna campionatura dello stupefacente.

Il valore delle piante estirpate è stato stimato in circa 3 milioni di euro, mentre lo stupefacente essiccato rinvenuto nel casolare avrebbe fruttato sul mercato circa 1 milione di euro.

Le Fiamme Gialle sono comunque sulle tracce degli emuli di Catone, che elogiava l’agricoltura disprezzando commercio ed usura, ma non poteva mai immaginare che da certe coltivazioni “non nascono gli uomini più forti ed i più validi soldati”, ma dei pessimi cittadini.