Tavolo programmatico per l’economia e lo sviluppo della provincia di Reggio: Confindustria incontra Rete Imprese Italia

imagesIl tavolo di Confindustria Reggio Calabria per l’economia e lo sviluppo sociopolitico della città e della provincia muove i primi concreti passi. L’associazione presieduta da Andrea Cuzzocrea ha avviato un ciclo di audizioni che coinvolge le parti sociali, le associazioni di categoria, la società civile e altri stakeholders del territorio, con l’obiettivo di mettere a punto una piattaforma programmatica che indichi gli obiettivi da perseguire per il rilancio della comunità reggina.
I primi interlocutori di Confindustria sono state le associazioni che aderiscono al network Rete Imprese Italia, che in tempi brevi saranno chiamati a partecipare a una nuova e approfondita riunione allargata ai rappresentanti di altre sigle del mondo produttivo. Il confronto, in particolare, è stato arricchito dai contributi del presidente provinciale di Confcommercio, Giovanni Santoro, del presidente provinciale e dal segretario regionale di Casartigiani, Giovanni Misitano e Giovanni Aricò, e del segretario generale della CNA Calabria, Giovanni Laganà.
L’incontro è stato introdotto dal presidente Cuzzocrea che, nella sua analisi, ha evidenziato sia le cause storiche, sia quelle più recenti dell’attuale situazione di crisi in cui versano Reggio e la sua provincia.
“Viviamo oggi una condizione paradossale – ha argomentato il massimo rappresentante dell’associazione di via del Torrione –. Reggio ha ottenuto lo status di città metropolitana ma non riesce a essere una città normale e a soddisfare i bisogni essenziali delle imprese e dei cittadini. Il Decreto Reggio, unica opportunità concessa dallo Stato a questo territorio, è fermo al palo. Il commissariamento per mafia del Comune e il predissesto finanziario dell’Ente hanno annichilito la vita democratica nella più popolosa città della Calabria e fatto saltare i già fragili equilibri economici esistenti, con l’esponenziale incremento dei tributi a carico delle famiglie. Siamo a un passo dal baratro – ha aggiunto Cuzzocrea – ma i tradizionali corpi sociali intermedi, su tutti i partiti politici, non sono in grado di rispondere alle reali esigenze di questa comunità. A Reggio Calabria e alla sua provincia occorre una nuova classe dirigente che non risponda alle logiche della politica clientelare ma imponga i modelli di efficienza tipici del mondo imprenditoriale”.
Il presidente Misitano (Casartigiani) ha ringraziato Confindustria per “essersi fatta promotrice di un’iniziativa che merita di essere apprezzata perché, in un momento di difficoltà come quello che stiamo attraversando, l’apertura al dialogo e il coinvolgimento del mondo delle imprese sono requisiti essenziali per ogni credibile progetto di rilancio del territorio. Esistono tanti problemi da affrontare, ma forse alla base di ogni intervento andrebbe posta una riforma della burocrazia, che rallenta qualsiasi iniziativa di sviluppo e che resiste ai cambi di maggioranze politiche e ai commissariamenti”. Sulla stessa lunghezza d’onda il segretario regionale di Casartigiani. Secondo Giovanni Aricò, “la condivisione di obiettivi e strumenti è l’unico metodo in grado di aiutare Reggio Calabria e la sua provincia a risollevarsi. L’assunzione di una posizione unitaria da parte del mondo delle imprese non può essere un semplice auspicio, ma un progetto da realizzare attraverso l’analisi delle responsabilità e l’individuazione della reale vocazione del territorio”.
Per il presidente di Confcommercio, Giovanni Santoro, “se il quadro generale è certamente delicato, esistono comunque dei motivi di speranza cui ci si deve aggrappare per dare una prospettiva a Reggio Calabria. La città metropolitana è il fatto più importante degli ultimi anni e può contribuire a indicare la linea da seguire per il futuro. Certamente, però, occorre compiere una riflessione su temi cruciali come il Decreto Reggio e i limiti e i ritardi dell’apparato pubblico. È ormai finito il tempo in cui decisioni vitali venivano assunte con metodo oligarchico: oggi la parola d’ordine non può che essere partecipazione”.
Il segretario generale della CNA Calabria, Giovanni Laganà, ha posto l’accento sulla “necessità di non fermarsi in superficie nell’analisi economica e politica, ma di risalire alle cause di quanto sta accadendo oggi. L’aumento dei tributi comunali era inevitabile alla luce dello stato in cui versano le casse di Palazzo San Giorgio. Reggio Calabria deve lavorare per diventare una città normale, che non rinunci ai grandi progetti, purché sostenibili, ma che punti innanzitutto a recuperare nei suoi abitanti il senso civico e il sano spirito di appartenenza alla comunità. Ecco perché il percorso avviato con Confindustria merita di essere condiviso, fatto proprio e sostenuto. Ma non deve guardare solo al Comune capoluogo, perché occorre avere una visione unitaria delle politiche di sviluppo della provincia”.