Sit–in “Messina accogliente, No alle galere etniche”, e il Prefetto ne approfitta per “evadere”

1450800_611996948864540_1698146243_nL’appuntamento era alle 16.00 davanti alla Prefettura. Probabilmente però, erano in molti a non saperlo, o ad avere avuto un impegno, magari all’ultimo momento. Non c’era nessuno in rappresentanza della Chiesa, che pure dopo le polemiche legate all’immobilità con la quale ha affrontato ( non ha affrontato) l’arrivo degli immigrati, adesso ha espresso la volontà di accoglierli in alcune strutture di sua proprietà; non c’era alcuna rappresentanza delle sigle sindacali, il numero dei partecipanti era esiguo, nonostante il tema sia, in apparenza, largamente condiviso. Pochi gli studenti, pochissimi gli immigrati, ma, la grande assenza, fra tutte, è stata quella del Prefetto.

In realtà Stefano Trotta si trovava all’interno dell’edificio, già dalle sedici, ora in cui è stato attaccato lo striscione “Messina accogliente, No alle galere etniche” ma è  liberamente uscito, indisturbato, un’ora dopo, ritenendo opportuno delegare al suo vice l’incontro con la delegazione di organizzatori del sit – in.
Ma il presidente del circolo Arci Thomas Sankarà non ci sta e a gran voce sottolinea che loro non hanno intenzione di confrontarsi con un vicario, avendo richiesto tra l’altro un incontro formale con Trotta, e “rinvia” il sit in al prossimo venerdì , invitando a partecipare tutti quelli che invece hanno oggi disertato la manifestazione.

Le richieste sono assolutamente legittime e riguardano la necessità di offrire ai 182 immigrati ( il numero è esponenzialmente aumentato in poche settimane) un’accoglienza degna di tale nome, impedire la creazione di una tendopoli e fornire un’informazione adeguata a tutti i richiedenti asilo.
Quello che chiedono coloro che hanno sottoscritto queste istanze (Circolo Arci Thomas Sankara,Centro Islamico di Messina,Comitato Territoriale Arci Messina, Amnesty International Messina,Teatro Pinelli Occupato,Comunità Di Base Messina,Gruppo tematico Immigrazione, Cambiamo Messina dal basso, Alessia Alessi Consigliera V Circoscrizione,Francesco Mucciardi Consigliere V Circoscrizione,Santino Bonfiglio Consigliere IV Circoscrizione, Arcigay Messina, Verdi Messina) è di “ fermare l’istituzionalizzazione di un centro dove sono stati trasferiti negli ultimi giorni migranti, che, intercettati in mare dall’”Operazione Mare nostrum” sembrerebbero arrivare direttamente dallo sbarco, un luogo quindi dove attendere anche un probabile rimpatrio coatto”.

Parlano di non – luogo, perché ad oggi il Pala Nebiolo non è un centro di accoglienza per i richiedenti asilo e non è più una misura provvisoria (tre o quattro giorni in attesa di sistemazioni adeguate).  Contestano la prospettiva di istituire una tendopoli e l’uso che si è fino ad oggi fatto dei soldi stanziati dal Governo ( circa 210 milioni ) investiti per la gestione dell’accoglienza e non per l’inclusione sociale degli immigrati. Denunciano le pessime condizioni nelle quali si trovano questi uomini, in maggioranza, i minori, definendole “una situazione non rispettosa dei diritti e della dignità della persona, che configura dei trattamenti inumani e degradanti, per cui l’Italia è già stata condannata dagli organismi internazionali”. Ma lo fanno in pochi, non riuscendo ad incidere nel tessuto sociale a tutti i livelli; in questo caso, purtroppo, la partecipazione cittadina è ridotta al minimo, tanto da consentire al Prefetto di sgattaiolare tra loro e allontanarsi senza aver dato prima delle risposte, senza aver ascoltato le istanze.
I partecipanti hanno formulato una richiesta al Sindaco Accorinti, sperando che intervenga personalmente per appianare la questione e trovare, in sinergia con le istituzioni preposte, una soluzione ad un problema che, nel passaggio dai termini astratti con i quali i benpensanti ne parlano alla concretezza dei fatti, perde in modo esponenziale d’intensità.