Regione Calabria, il presidente Chizzoniti sui vincitori del concorso a dirigente scolastico

calabria 1Sulla “travagliata” vicenda della mancata assunzione dei vincitori del concorso a dirigente scolastico in Calabria, la Commissione speciale di Vigilanza del Consiglio regionale (sulla questione si è tenuta a Palazzo Campanella una specifica audizione il 16 luglio 2013) intende andare a fondo. Senza nulla tralasciare. Infatti, il presidente Aurelio Chizzoniti, in una comunicazione formale inviata al dottor Francesco Mercurio, direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale (e per conoscenza al professor Mario Caligiuri, assessore regionale alla Cultura ed all’avvocato Franco Zoccali, direttore Generale della Giunta regione) preannuncia che “nulla pervenendo infra giorni 5 dalla data della presente, sarà adita la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro”.
La Commissione di Vigilanza chiede al direttore dell’Ufficio scolastico regionale di “voler comunicare, urgentemente, il numero complessivo dei dirigenti scolastici attualmente in servizio che hanno maturato e/o matureranno, per il prossimo anno scolastico 2014/2015, i requisiti per il collocamento in quiescenza alla stregua della normativa vigente. E ciò anche – si puntualizza – alla luce della recente sentenza n. 956/2013 emessa dal Tar Calabria, sezione di Catanzaro, che ha riconosciuto in capo all’ Ufficio scolastico regionale il dovere giuridico di rendere ostensibili generalità, dati anagrafici e requisiti maturati per il collocamento in quiescenza dei dirigenti scolastici pensionandi”. Non è tutto: “risulta a questa Presidenza – è scritto nella missiva che ha per destinatario il dottor Mercurio – e ai componenti di questa Commissione, che a tutt’oggi in Calabria, vengono illegittimamente mantenuti in servizio due dirigenti scolastici che possiedono l’età anagrafica superiore a quella consentita dalla legge per restare in servizio, ai quali, per giunta, l’Ufficio scolastico regionale ha conferito un ulteriore incarico di dirigenza sotto forma di reggenza di altra istituzione scolastica. In altri termini, sembrerebbe che, a differenza di quanto (in analoghe vicende) tempestivamente disposto, sin dall’inizio del corrente anno scolastico, dal dirigente dell’Ufficio scolastico della Sicilia in ossequio alla normativa vigente, l’Ufficio scolastico della Calabria abbia ritenuto i due suddetti dirigenti meritevoli di dirigere due scuole ciascuno, quando, in realtà, è di tutta evidenza che non possiedono il titolo giuridico per dirigerne nemmeno una. Tutto ciò – chiarisce il presidente Chizzoniti – con grave danno (professionale ed economico) a carico di altrettanti vincitori di concorso non ancora immessi in ruolo e che rientrano nel novero delle 32 immissioni autorizzate dal Miur per la regione Calabria”.
Su tutto ciò, “al di là della possibile rilevanza penale di siffatto modus operandi in relazione al quale si chiedono chiarimenti”, la Presidenza della Commissione di Vigilanza è dell’opinione che “l’esigenza di doveroso rispetto della legalità non possa essere ulteriormente elusa a discapito della graduatoria dei dirigenti vincitori del concorso i quali, per il secondo anno consecutivo, sono rimasti ‘al palo’ a svolgere, ingiustamente, il ruolo di semplici docenti, e sottraendo, per giunta, ai tanti precari della scuola che aspirano a trovare un posto di lavoro stabile, la possibilità di coprire i posti che si renderebbero liberi con l’assunzione ai ruoli dirigenziali del personale docente interessato”. Nella comunicazione della Commissione, inoltre, per completezza di ragguagli, si rammenta che, “proprio in riferimento alla vicenda, il legislatore, con la legge n. 125 del 30 ottobre 2013, di conversione del decreto legge 31 agosto 2013 n. 101 (recante “Disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle Pubbliche Amministrazioni”) ha fornito un’interpretazione autentica di alcune norme in materia previdenziale contenute nella c.d. riforma Monti-Fornero”.