Reggio, vertenza PEO. Sindacati durissimi: “sciogliendo il comune lo Stato ha fallito”

palazzo san giorgioDopo la decisione dei commissari sulla vertenza PEO, il Sergetario della Fp Cgil di Reggio-Locri Franco Manunta e il Segretario Generale della Cisl Fp di Reggio Calabria, Luciana Giordano,  hanno diffuso una durissima nota che riportiamo integralmente: “13 mesi fa, queste OO.SS. avevano salutato l’arrivo dei Commissari, all’indomani dello scioglimento del Comune di Reggio Calabria per contiguità mafiosa, come il segno di un’attenzione e di una presenza dello Stato impegnato a risanare; ripulire da eventuali “presenze” contigue o organiche alla criminalità organizzata; riorganizzare per efficienza ed efficacia dell’azione, tutto il “sistema” comunale, con le sue società e i suoi servizi. Il bilancio del lavoro svolto dalla Commissione straordinaria è, purtroppo, amaramente fallimentare!

Su tutti i fronti: dalle partecipate, al terzo settore con i servizi resi alla persona, sino ai dipendenti comunali. Registriamo risultati non semplicemente negativi ma, se possibile, dannosi alla collettività e ai lavoratori coinvolti.
Nel caso dei dipendenti comunali, quella che va sotto il nome di vertenza PEO anche se non riguarda solo la questione delle Progressioni Economiche Orizzontali, è giunta in questi giorni ad un punto drammatico.
Proprio nel momento in cui queste OO.SS. dichiaravano la loro volontà di condurre una trattativa utile ad affrontare e condurre a soluzione l’insieme delle questioni oggetto della “vertenza”‘ indicando un periodo definito e certo (un mese) entro il quale avere il mandato dei lavoratori e sottoporre loro, con referendum, l’eventuale accordo, da parte della Commissione si è voluto intraprendere con atto: insensato, irresponsabile, iniquo, l’invio delle lettere di sospensione della PEO dalle buste paga dei dipendenti del Comune.
A nulla sono valse le indicazioni che un siffatto comportamento avrebbe impedito ogni possibile confronto e che, peggio, sarebbe costato alle casse comunali migliaia di euro in contenzioso legale.
Da parte di questi “signori” della Commissione che, a fine novembre non hanno ancora adempiuto agli obblighi di legge sulla definizione delle “performance” per garantire ai dipendenti il pagamento del salario accessorio 2013 che così viene loro ulteriormente negato, si agisce da novelli Robin Hood alla rovescia: mettono le mani nelle tasche dei lavoratori e prelevano loro centinaia di euro al mese, per mesi se non anni, consapevoli per altro che questi soldi non potranno utilizzarli in alcun modo perché sono risorse vincolate e destinate esclusivamente a remunerare il lavoro dei dipendenti comunali!!!
Di più, i “signori” Commissari sanno che comunque possa finire, tra anni, il contenzioso giudiziario, a tutti gli oltre mille dipendenti i soldi dovranno tornare in un meccanismo che al massimo potrà determinare un “conguaglio” di qualche decina di euro in più o in meno a seconda dei casi.
Sono, sempre i “signori” Commissari, consapevoli per altro che l’ accantonamento infruttifero di centinaia di migliaia di euro prelevati dalle tasche di tutti i dipendenti creerà problemi anche di natura contabile per il bilancio.
Oggi, la Commissione straordinaria raggiunge il “brillante” risultato: di vanificare tutto il lavoro svolto da queste OO.SS.; di impedire ogni prospettiva di trattativa; di esasperare tutti, indistintamente tutti, i dipendenti comunali; di danneggiare, stante la condizione di esasperazione del personale, l’azione amministrativa che pure in questi mesi aveva registrato un impulso notevole; di alimentare in eventuali soggetti più esposti, anche economicamente, iniziative drammatiche.
Non è questo il volto e l’azione dello Stato che ci saremmo aspettati!!!
I “poteri forti”, che si muovono nell’ombra, sicuramente “ringraziano” per l’insperato regalo che lo Stato, attraverso questi “signori” Commissari, ha inteso loro fare.
Cari “signori” Commissari, di quanto avreTe causato al futuro di questa città, alle condizioni di vita dei dipendenti e delle loro famiglie, porterete tutta intera la responsabilità“.