Reggio, Unc Calabria: “Cari Commissari, perché dobbiamo pagare le tasse per servizi inefficienti?”

Unione Nazionale Consumatori“Cari Commissari perché dobbiamo pagare? È la domanda più che legittima, – afferma l’avvocato Saverio Cuoco, responsabile dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria, che tutti i cittadini rivolgono al personale dell’associazione, quando reclamano la tutela dei propri diritti, ma è l’interrogativo che ciascuno vorrebbe porre direttamente alla Terna Commissariale del Comune di Reggio Calabria“. “Senza la benché minima intenzione di innescare polemiche o critiche, ma semplicemente facendomi portavoce ed interprete di tali istanze – prosegue l’avvocato Saverio Cuoco, mi accingo a rivolgere ai Commissari 3 sole domande sulle quali, i cittadini esigono una risposta, qualunque essa sia per continuare a comprendere “perché dobbiamo pagare”? La prima domanda è: “perché dobbiamo pagare la tassa sullo smaltimento dei rifiuti solidi urbani comunque si possa denominare (TARSU, TIA, TARI, TRISE, IUC, ecc.ecc.) se per oltre un anno tale servizio non è stato erogato, con immensi cumuli di spazzatura riversata anche oggi in ogni angolo del comprensorio, tenendo presente che la normativa vigente include in tale servizio lo spazzamento delle strade, piazze, ecc. con relativa raccolta del fogliame e dei rifiuti, lo svuotamento dei cassonetti, la pulizia ed il lavaggio degli stessi”. La seconda domanda è: “perché dobbiamo pagare la tariffa intera del canone idrico, se l’acqua erogata permane imbevibile a causa dell’eccessivo cloruro di sodio presente in essa e se per tale motivo i cittadini sono costretti ad acquistarla ed a trasportarla nelle proprie abitazioni. Più volte inoltre è stata riscontrata in diverse zone del comune l’assoluta non potabilità con l’emanazione delle relative ordinanze”e in talune di esse, la carenza totale e/o parziale nella erogazione stessa. La terza ed ultima domanda è: “perché dobbiamo pagare tra i servizi denominati indivisibili la manutenzione delle strade, se esse sono impraticabili a causa delle voragini esistenti, foriere di danni alle auto ed ai cittadini che più volte vi finiscono dentro con scooter e bici ed inoltre tali crateri non adeguatamente segnalati, sono presenti anche sui marciapiedi, impedendo la normale deambulazione dei pedoni”. L’unico record di cui gli italiani non sentono proprio bisogno è quello delle tasse. In Italia ce ne sono 100 e ognuno di noi versa allo Stato 11.800 euro, bambini compresi, ne paghiamo ogni anno un centinaio tra addizionali, imposte, ritenute, tasse e tributi. E sebbene sia ovvio, che le tasse vadano corrisposte per ottenere servizi sempre più efficienti, è altrettanto chiaro che esse vengono viceversa recepite quali vessazioni e arbitrii, in totale assenza di servizi erogati. Il dato allarmante è che gli italiani non usufruendo di servizi adeguati, in caso di necessità, sono costretti a rivolgersi al privato, anziché utilizzare il servizio pubblico a pagamento, che invece dovrebbe essere coperto dalle tasse, pagando così due volte, ad esempio nella sanità considerati i lunghi tempi di attesa ci si rivolge sempre più alle strutture private in caso di esame medico o visita specialistica. L’allarme sociale che si manifesta quotidianamente a causa di una crisi economica così invasiva, anche per la mancanza di sbocchi occupazionali e lavorativi, induce i cittadini a rinunciare perfino a tutelare i propri diritti nelle sede giudiziarie per gli elevati costi della giustizia e sempre più non pagando le tasse dovute, chiedono: perché dobbiamo pagare?”