Reggio, spiagge: le associazioni di categoria scrivono alla commissione Bilancio del Senato

imagesSta tenendo banco nel dibattito politico di queste ore il cosiddetto “caso spiagge”. Nello specifico la questione riguarda da vicino le proposte di riordino normativo di quei tratti di litorale oggetto di concessione demaniale con finalità turistica e ricreativa. La vicenda tuttavia è finita in poco tempo nel classico tritacarne mediatico ed è stata veicolata esclusivamente con toni allarmistici.
Per questo motivo i direttivi nazionali delle associazioni di categoria interessate (Confesercenti, Confartigianato, Assobalneari, Cna Balneatori e Confcommercio) hanno inteso elaborare un documento congiunto per riportare il confronto sui giusti binari spostando, al tempo stesso, al centro dell’attenzione il reale peso e le pressanti esigenze di un segmento importantissimo per l’economia italiana.

Nella lettera, indirizzata alla quinta commissione del Senato, si sottolinea, alla luce di alcune basilari considerazioni, l’assoluta inesattezza dello slogan “vendita delle spiagge”, in uso in questi giorni. Nulla che riguardi il demanio viene in effetti toccato, mentre si stabilisce soltanto il prezzo di mercato per la cessione di quelle aree che hanno perso in via definitiva la destinazione ai pubblici usi del mare. Nessuna svendita dunque, nessun regalo ai concessionari, né, tanto meno, nessuna modifica della normativa in materia di tutela ambientale.

«L’emendamento alla legge di Stabilità finalizzato a favorire la ridefinizione delle aree del demanio marittimo a scopo turistico-ricreativo, va analizzato in maniera più seria e meno strumentale. In gioco – evidenzia Giuseppe Nucera, membro della giunta nazionale di Federturismo – c’è la possibilità di individuare uno strumento che consenta alle imprese di ottenere maggiore stabilità e quindi, in prospettiva, riuscire a programmare nel migliore dei modi la propria attività. Il documento delle associazioni di categoria, in questo senso, centra perfettamente il cuore del problema. Nel quadro di una crisi generalizzata – prosegue Nucera – che in questi ultimi anni ha colpito duramente proprio un settore chiave per l’economia del Paese come il turismo, occorre mettere sul tavolo del dibattito nuove idee per stimolare gli investimenti e, al tempo stesso, valorizzare le nostre coste. Gli imprenditori balneari da tempo sottolineano quanto sia indispensabile per le loro attività riuscire ad avere prospettive di lunga durata, in grado cioè di innescare sul territorio delle ricadute positive sotto il profilo economico e occupazionale. Arroccarsi su posizioni anacronistiche – conclude l’esponente di Federturismo – non ha alcun senso. Condividiamo pienamente, nel merito, l’iniziativa condotta dalle organizzazioni di categoria. Seguiremo con grande attenzione lo svolgersi di questi processi a livello nazionale e non esiteremo a intervenire con proposte concrete su un tema che riguarda, anche nel nostro territorio, il futuro di migliaia di imprese».