Reggio, scioglimento del comune: per l’ex sindaco Demi Arena “solo suggestioni”

ARENA“Piu’ volte ho avuto modo di manifestare la totale sfiducia su un sistema che si fonda sull’interpretazione di una legge imperniata non su elementi concreti, univoci e rilevanti, ma su semplici indizi, se non, addirittura, suggestioni“. Lo afferma, in una nota, l’ex sindaco di Reggio Calabria, Demetrio Arena, in relazione alla decisione del Tar del Lazio di rigettare il suo ricorso contro lo scioglimento del Comune per contiguita’ mafiose. ”Non sono sorpreso dall’odierna sentenza del Tar Lazio che ha rigettato il ricorso avverso lo scioglimento del Consiglio comunale di Reggio Calabria. Mi sarei stupito del contrario“. ”Il risultato – aggiunge – e’ che decine di amministrazioni locali del Mezzogiorno sono state sciolte sulla base dell’equazione: “Mafia sul territorio=scioglimento automatico!”. Il Consiglio comunale di Reggio Calabria – aottolinea l’ex sindaco - e’ stato sciolto sulla base di questo assunto. Del resto, gia’ durante la impacciata e contraddittoria conferenza stampa del Ministro Cancellieri era stato chiarito che si trattava di un provvedimento preventivo fondato sul pericolo che l’Amministrazione comunale potesse subire condizionamenti da parte della criminalita’ organizzata. La sentenza del Tar Lazio conferma questo indirizzo che di fatto espone tutte le amministrazioni locali, soprattutto del Mezzogiorno, al rischio di provvedimenti che mortificano la volonta’ popolare e sospendono la democrazia. Da una prima fugace lettura della sentenza emerge, inoltre, che il Tar Lazio non ha accertato la veridicita’ dei fatti contestati limitandosi ad assumerli come verita’ assoluta. Quei fatti, per intenderci, contenuti in una relazione che si e’ rivelata palesemente infondata, erronea e fuorviante. Nonostante le perplessita’ di fondo, cosi’ come ho deciso di presentare ricorso per tutelare la dignita’ della comunita’ cui appartengo – conclude Arenacontinuero’ con determinazione l’azione giudiziaria intrapresa in tutti i successivi gradi di giudizio“.