Reggio: quadro della Madonna della Consolazione portato in carcere

madonna della consolazione reggio peppe caridiIl quadro della Madonna della Consolazione e’ stato portato nel carcere di Reggio per offrire ai detenuti la possibilita’ di venerare la Sacra effige. L’arcivescovo, mons. Giuseppe Fiorini Morosini, ha celebrato la messa e nell’omelia, rivolgendosi ai detenuti, ha detto che “vi viene data la possibilita’ di venerarlo, di rivolgervi con piu’ speranza alla Madonna perche’ vi conforti e vi dia la forza di portare avanti la vita in questo luogo di sofferenza e di pena”. L’arcivescovo di Reggio Calabria ha poi aggiunto che “oggi voi vivete il mistero della Visitazione della Vergine a Santa Elisabetta. Come a lei, anche a voi oggi Maria fa visita portandovi il Signore Gesu’. Anche a voi si sono aperti i cuori e per un attimo anche voi forse avete gioito come Elisabetta. Ecco, noi davanti a questo quadro stiamo pregando. Mi auguro che davanti ad esso possiamo sentire, come Elisabetta udendo la voce di Maria, sentire la presenza del Signore, che ci allarga le braccia, ci stringe al suo cuore, e ci chiama a conversione”. “Dinanzi al quadro della Madonna della Consolazione, carissimi fratelli, noi - ha proseguito mons. Morosini – abbiamo tante cose da dire alla Madonna, abbiamo tanti problemi da presentare, tante persone care da raccomandare. Ma una cosa tutti chiediamo e desideriamo: Essere consolati e confortati. Abbiamo ascoltato San Paolo: Benedetto sia Dio di ogni consolazione, il quale ci consola in ogni nostra tribolazione perche’ possiamo anche noi consolare quelli che si trovano in qualsiasi genere di afflizione con la consolazione con cui siamo consolati noi stessi da Dio. La consolazione percio’ e’ un dono di Dio, ma e’ anche una missione. Dio ci consola, ma anche noi dobbiamo consolare. La nostra azione, in un certo senso, condiziona quella di Dio. Nel Padre nostro diciamo: rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori. C’e’ sempre questa reversibilita’: Dio e il prossimo, il prossimo e Dio”.