Reggio, operazione “Perla Ionica”: dimezzata in Appello la pena al Carabiniere Vincenzo Mauro

tribunale_giudice_generica3La Corte di Appello di Reggio Calabria, accogliendo parzialmente i motivi di appello avanzati dagli avvocati Antonio Managò e Marco Tullio Martino ha riformato il verdetto emesso in primo grado ed ha ridotto la pena ad un anno e quattro mesi di reclusione nei confronti del Carabiniere Vincenzo Mauro che all’epoca dei fatti contestati prestava servizio presso la Compagnia di Melito Porto Salvo. Al militare dell’Arma era stata mossa l’accusa e inflitta la condanna per il reato di tentata concussione, per aver cercato di sapere – costrngendo un operatore tecnico che successivamente aveva denunciato l’accaduto – se fossero state installate microspie all’interno di alcune automobili. Informazione che avrebbe poi rivelato ai proprietari degli stessi autoveicoli. Già nel corso del processo di primo grado, tuttavia, i legali hanno richiesto, oltre che la piena assoluzione, anche una esatta qualificazione giuridica del reato. Il Giudice dell’udienza preliminare, tuttavia, in sede di abbreviato, aveva condannato il Carabiniere a tre anni di reclusione ed a cinque anni di interdizione dai pubblici uffici. La Corte d’Appello, accogliendo le istanze formulate dai legali di Mauro, ha comunque riqualificato giuridicamente la condotta dimezzando la pena e condannando l’imputato alla pena di un anno e quattro mesi di reclusione riducendo la interdizione dai pubblici uffici da cinque anni alla durata della stessa riformata condanna.