Reggio, il neo-Segretario del Pd Sebi Romeo a StrettoWeb: “serve coalizione larga, entro gennaio il candidato Sindaco”

Seby RomeoHa sovvertito ogni pronostico trionfando su più quotati e soprattutto sponsorizzati concorrenti: Sebi Romeo ha conquistato la segreteria Provinciale del Pd di Reggio Calabria attraverso un lavoro quotidiano che, alla fine, ha dato frutti “squisiti”.

Segretario, come abbiamo scritto la sua è una vittoria che nasce dal territorio e si materializza con il territorio, grazie  al coinvolgimento concreto dei circoli e dei giovani. E’ questo “ritorno al passato” la chiave del successo?

“La vittoria è figlia di un lavoro che ho fatto negli anni. Il coinvolgimento dei circoli e dei giovani è un metodo, una “pratica”politica che troverà rappresentanza nei gruppi dirigenti e nell’iniziativa quotidiana. Se ritornare al passato vuol dire far vivere un partito quotidianamente di attività condivise, sono d’accordo”.

Diciamocelo francamente, il Pd in questi anni, specie in Calabria, ha dimostrato di non essere all’altezza su vari fronti. Da dove ripartire per l’inversione di rotta?

Il Pd ha vissuto momenti difficili, adesso con la celebrazione dei congressi provinciali è di nuovo nelle condizioni per assolvere alla propria missione. La rotta la invertiamo se ci ispiriamo al principio di “realtà”, mediante una contaminazione totale con la società, i suoi bisogni, le risposte da fornire, le strategie e di progetti necessari”.

I tre primi punti del suo impegno futuro per il Pd reggino..

“Organizzazione e radicamento nei quartieri, nelle scuole, nei luoghi del disagio.

Confronto con le categorie produttive, il sindacato, le associazioni e tutti i cittadini, per realizzare un programma che porti Reggio fuori dalla crisi.

Costruzione di una coalizione che vada oltre il csx tradizionale, con un profilo civico,in grado di garantire ai reggini un’alternativa di cambiamento e di governo”.

Ci fa un bilancio della stagione commissariale del partito, sia a livello regionale che provinciale?

“I commissariamenti hanno un senso quando durano poco….Quello regionale, per responsabilità di una parte del gruppo dirigente calabrese del Pd, è ancora in essere, ho già chiesto che termini subito. I commissari hanno fatto il loro dovere, solo i congressi e l’espressione dei militanti potranno fare il resto”.

Lei, appena eletto, ha subito parlato di unità. Quanto ci crede davvero alla possibilità di “coagulare” le vere anime del partito?

“L’unità è un valore assoluto.Ci credo, perché non penso all’unanimismo di facciata, ma ad un partito che condivide regole,discute,si confronta e trova la sintesi. Il Pd come strumento del cambiamento: un luogo collettivo di ricerca, nel quale tutti abbiano pari opportunità di espressione e valorizzazione”.

Segretario, passiamo alle vicende reggine: lei ha delineato già la figura del prossimo candidato sindaco, facendo capire di voler andare oltre le risorse del partito e del centrosinistra. Crede sia la strada giusta per tornare al successo?

“Io ho affermato che Reggio ha bisogno di una coalizione larga, dal profilo civico, che vada oltre il csx classico. Il Pd ha tante energie da offrire a questo progetto, non escludo, anzi, che possa guidarlo. Noi però dobbiamo uscire da una discussione interna ai ceti politici: la bussola sono le scelte nette in favore di chi ha veramente subito il fallimento del cdx,lavoratori delle miste,imprese e dipendenti comunali in primis”.

E le primarie si faranno o no? Qual è la sua posizione?

“Discuteremo all’interno del gruppo dirigente, io sono impegnato a trovare una sintesi. Se questa non sarà possibile faremo le primarie, di coalizione e sui programmi, diverse candidature hanno un senso se esprimono sensibilità differenti, visioni e strategie, per le ambizioni personali sfrenate non ci sarà posto”.

Negli ambienti si mormora che qualche esponente del Pd sia pronto a staccarsi e correre da solo, con l’appoggio di proprie liste per palazzo San Giorgio. Non sarebbe comunque una sconfitta per il Pd?

“Noi siamo un soggetto politico, non uno spazio pubblico… Chi aderisce al partito accetta di rispettare delle regole, non mi risulta che vi siano democratici pronti a lasciare il Pd, la sconfitta sarebbe per chi (ipotesi che escludo) facesse un simile errore: l’autoreferenzialità ed i personalismi non pagano”.

Segretario, infine, una valutazione della gestione commissariale e, se lo può anticipare, ci dica in quali tempi lei vuole arrivare alla definizione del programma e del candidato a sindaco per le prossime elezioni?

“I commissari hanno trovato un disastro, una condizione molto difficile. Ho chiesto loro un incontro, che si terrà nei prossimi giorni: devono capire che la legalità ha bisogno di concretizzarsi nell’attenzione e nelle risposte di tipo sociale. Penso che la gestione commissariale non debba comportarsi come un soggetto liquidatore, ma come degli amministratori sensibili alla realtà locale, alle esigenze concrete dei dipendenti comunali, dei lavoratori delle miste, dei precari, delle imprese. Naturalmente c’è bisogno di un intervento del governo, le questioni non possono risolversi con le sole forze del Comune. Il Pd è pronto a fare la sua parte, senza demagogia, ma con in testa la sofferenza dei più deboli, che stanno pagando cara la crisi”.

 Il nome di Cuzzocrea potrebbe essere quello giusto per il centrosinistra?

“Cuzzocrea è il presidente degli industriali reggini, non credo si interessi di elezioni comunali. Le ripeto, l’alleanza larga che dobbiamo costruire parte da programmi e visioni condivise, per il candidato o si trova una sintesi nei gruppi dirigenti o si fanno le primarie, aperte a chi vorrà spendersi per il futuro di Reggio.  Penso che per Gennaio saremo pronti”.