Reggio, giovedì il prefetto Piscitelli ha incontrato i giovani della città

incontro Prefetto PiscitelliUn processo di cambiamento da avviare per restituire speranza alla nostra terra: è questo il fine e lo spirito che animano gli incontri del cammino formativo per i giovani over 18, dal titolo “Work in … Work out. L’impresa della speranza”, promosso dall’associazione Attendiamoci Onlus.

Ogni giovedì sera, nel cuore della città (le opere parrocchiali della Chiesa di Santa Maria Cattolica dei Greci), tanti giovani hanno la possibilità di confrontarsi e riflettere su quattro tematiche che verranno affrontate durante l’anno: responsabilità, cittadinanza, impresa, speranza.

Giovedì 14 novembre è stata offerta l’occasione di ascoltare S.E. Vittorio Piscitelli, prefetto di Reggio Calabria, uomo delle istituzioni che ha spiegato ai giovani presenti la sua idea di cittadinanza responsabile. Il prefetto si è detto felice di poter incontrare dei ragazzi, ritenendo questa occasione utile per interfacciarsi e capire cosa viene colto dell’operato istituzionale, quale sia la percezione e quanta consapevolezza ci sia del concetto di responsabilità.

Come ha ricordato il dott. Piscitelli, il concetto di cittadinanza si deriva dalla lettura dei primi articoli della Costituzione, che fanno trasparire il riunione Prefetto Piscitellisenso della necessità di una partecipazione effettiva. Cosa vuol dire essere cittadini? Siamo cittadini sovrani, non sudditi, ai quali sono riconosciuti, non concessi, dei diritti. Riconoscere significa prendere atto di qualcosa che esiste perché è partecipato. Ovviamente, ad ogni diritto corrisponde, specularmente, un dovere e questa trama è complessa perché non si richiede solo partecipazione, si richiede un impegno responsabile. Come cittadini, abbiamo il compito di esercitare le nostre libertà e promuovere quelle altrui; come afferma l’art. 3 della Costituzione italiana, è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono lo sviluppo della persona ed è compito anche dei cittadini fare ciò. Oggi, ha ricordato il prefetto, abbiamo bisogno di cittadini partecipi ed attivi che concorrano alla promozione e allo sviluppo della nostra città, a partire dal ruolo che ognuno svolge come singolo nel posto di lavoro, a scuola, nelle associazioni … “Lo Stato fa la sua parte ma tocca a voi non essere passivi”: sono state le parole del prefetto che hanno accompagnato l’invito a scendere in campo. È necessario far sentire la voce delle idee. È giusta la voglia di fare qualcosa per la città ma è necessario farlo con competenza. Reggio, in questi ultimi tempi, è stata ricondotta sul binario della legalità e adesso va affidata nuovamente alla politica ma è essenziale un cambiamento affinché l’impegno delle istituzioni non sia stato un sacrificio vano. Il nostro arcivescovo, Mons. Giuseppe Fiorini Morosini, ha invitato i giovani a scendere in campo, ad essere partecipi e protagonisti del futuro. La Calabria è una terra bellissima e proprio in questi giorni si attende il responso della Commissione Europea circa la candidatura di Reggio come capitale europea della cultura per il 2019. Numerose sono state le attestazioni di apprezzamento al progetto, è stato detto che, con questa candidatura, “Reggio prepara il futuro prima che il futuro arrivi”; questa terra ha dentro di sé millenni di cultura che vanno riportati alla luce per liberare la nostra città e farla camminare verso un destino diverso. Don Valerio Chiovaro ha ringraziato il prefetto Piscitelli per la disponibilità e la passione per le cose che dice e che vive, cogliendo nell’invito a scendere in campo come una continuità con quanto l’associazione vuole fare per i giovani e con i giovani: ragionare su qualcosa che diventa fatto, attivare dei laboratori di idee e di concretezza per creare impresa, perché i giovani non si lascino distrarre, nella cultura imperante della menzogna, dal divertimento, dalle feste, dall’alcol, dall’effimero che alienano e offuscano la mente ma si possano aprire ad un discernimento costruttivo. La disponibilità e la passione che trasparivano dalle parole del prefetto hanno suscitato curiosità e numerose sono state le domande che hanno animato il dibattito. Si è parlato, quindi, dell’operato della commissione prefettizia straordinaria –su cui il prefetto ha espresso un parere positivo- , che sta operando in un contesto difficile, agli inizi addirittura ostile; dei tanti punti di riferimento presenti in città ma anche della mancanza di aggregazione per via di forti individualismi inspiegabili. Si è discusso anche della Legge sullo scioglimento dei comuni, strumento poco efficace, secondo il prefetto Piscitelli, che si dice più favorevole ad un ritorno al controllo di gestione, sulla legittimità e sul merito, degli atti di amministrazione, come accadeva prima dell’emanazione della legge citata.

L’Ing. Alfredo Pudano, socio di Attendiamoci, ha evidenziato la passione trasmessa e il senso di gratuità insito nell’operare del prefetto, che agisce in una città non propria: è questo il senso dell’appassionarsi al senso comune. Il dott. Piscitelli ha rintracciato il “segreto” del suo operato nel desiderio di proiettarsi verso gli altri, di fare con passione ciò in cui si crede, finendo così per coinvolgere gli altri perché si diventa persone credibili. Don Valerio, citando il titolo di un album di Giorgio Gaber (“E pensare che c’era il pensiero”), ha inviato i giovani a ritrovare il tempo necessario ed edificante per pensare e non “mettere in fuga il cervello”. S.E. Piscitelli, ringraziando don Valerio ed i giovani presenti per l’incontro stimolante e l’azione benefica del confronto instaurato, ha sollecitato i ragazzi ad accettare le sfide e mettersi in discussione. “Le cose non cambiano se non siamo noi a farle cambiare.”- ha concluso- “Non si può vivere aspettando. Bisogna avere sempre idee e progetti e non distrarsi mai”. Il momento per attivare il cambiamento è arrivato.