Reggio, Giovanni Franco si nascondeva in Costa Azzurra. Il questore Longo: “Indagine complicata ma ce l’abbiamo fatta”

franco“E’ stata un’indagine complicata perche’ ci sono aspetti diversi nella legislazione tra Italia e Francia. Ma ce l’abbiamo fatta”. Il questore di Reggio Calabria, Guido Longo, non nasconde la sua soddisfazione per la cattura di Giovanni Franco, latitante condannato a 11 anni e 4 mesi preso in Francia. “Quando e’ stato colpito il clan Barreca -ha spiegato in conferenza stampa- Franco si e’ posto come elemento apicale della zona sud della citta’. Si era trasferito in Francia e da li’ partivano disposizioni sui traffici illeciti”.

Le indagini per localizzarlo e catturarlo sono andate avanti per oltre un anno e sono state svolte attivita’ tecniche. Gli investigatori hanno iniziato a indagare sui familiari e poi hanno allargato il cerchio fino ad avere la certezza che si fosse trasferito all’estero nel gennaio di quest’anno. Una volta localizzato, la Polizia francese ha eseguito l’operazione in cui e’ stato arrestato. Giovanni Franco si trovava in una villa ad Antibes. “Franco non ha opposto resistenza, aveva una carta d’identita’ con la sua foto e i dati di un familiare”, ha spiegato il dirigente della squadra mobile reggina Gennaro Semeraro. “L’attivita’ e’ basata sulle tecnologie ma dietro le tecnologie ci sono gli uomini. La cattura di un latitante comporta enormi sacrifici”, ha aggiunto la dirigente della sezione catturandi della squadra mobile di Reggio Calabria.

Alla conferenza hanno preso parte anche Giampiero Messinese dell’Interpol, il quale ha sottolineato la grande intesa istituzionale tra Italia e Francia che ha consentito di giungere a questo risultato, e Marco Sangiovanni del Servizio centrale operativo che ha affermato la massima attenzione sulla cattura dei latitanti