Reggio, dipendenti comunali sul piede di guerra per la vertenza PEO: ecco le “domande ai commissari”

palazzo_san_giorgioI dipendenti comunali di Reggio Calabria sono sul piede di guerra per la vertenza PEO. “Siamo stati portati, dopo più di un anno di vicissitudini, a un’esasperazione gravissima che coinvolge anche tutte le nostre famiglie. Purtroppo anche i Commissari, che dovrebbero garantire il ripristino e il rispetto delle regole in questa città , non sono riusciti a risolvere probabilmente per pura mancanza di volontà” scrivono i dipendenti del comune di Reggio in una lettera diffusa alla stampa che riportiamo integralmente.
“E’ proprio una pantomima. La Commissione Straordinaria che oggi rappresenta la città di Reggio Calabria (usiamo volutamente il termine città per indicare l’intera comunità reggina) continua a mantenere un comportamento altalenante e poco chiaro, senza assumere alcuna posizione netta nell’oramai annosa vicenda della PEO che vede coinvolti tutti i dipendenti comunali.

Da un lato ai tavoli sindacali si forniscono rassicurazioni, si condividono le preoccupazioni dei dipendenti, si sottolinea come questi non abbiano alcuna responsabilità diretta, se non quella di avere prestato fede negli atti contrattuali ed amministrativi adottati, dall’altro si agisce nel chiuso delle stanze del primo piano di Palazzo San Giorgio come la più subdola politica del passato.     Pare difatti che l’Amministrazione Comunale di Reggio Calabria voglia dar seguito, nei prossimi giorni, alla procedura di trasmissione delle lettere ai dipendenti per la sospensione in busta paga delle quote di stipendio collegate alla PEO ( Progressione Economica Orizzontale).

Registriamo ancora una volta la mancanza di chiarezza e l’accanimento della parte pubblica, in questo caso rappresentata dallo Stato (Commissione Straordinaria) nella paradossale gestione di una vicenda che si ripete, vede i dipendenti comunali vittime di una gestione della cosa pubblica complessivamente fallimentare che ha determinato, per ultimo, lo scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune di Reggio Calabria.

 

Ma ci chiediamo cosa è veramente cambiato nei rapporti istituzionali dall’insediamento della Commissione? Poco ad onor del vero: avremmo certamente apprezzato una maggiore stabilità e trasparenza nei rapporti tra le parti.

 

Nei giorni scorsi, il Prefetto Chiusolo, dopo aver condiviso le preoccupazioni dei lavoratori, aveva manifestato una certa apertura a trovare soluzioni unitarie nella consapevolezza che solo dopo un’accurata analisi dei fatti e degli atti adottati nel tempo, si potesse addivenire responsabilmente a circoscrivere la reale entità del problema PEO, qualora questo sia veramente un problema.            

 

E invece si continua a sparare sui più deboli, più preoccupati di difendere posizioni ed evitare responsabilità personali che guidati dalla reale volontà di risolvere il problema nella consapevolezza che tutti, e dico tutti, i dipendenti comunali hanno più volte manifestato la disponibilità a discutere ed a condividere decisioni anche dolorose; ma la protocollazione della nota da inviare ai lavoratori è purtroppo l’ennesima riprova di quanto sopra.

I toni usati dal Prefetto Chiusolo, giunto da poco a Reggio,  avevano fatto ben sperare la RSU che il suo arrivo potesse contribuire a rafforzare il lavoro di tutta la Commissione per la garanzia di decisioni imparziali, condivise ed assunte con consapevolezza nel pieno rispetto della legge e dei contratti di lavoro.

Solo questo auspicavamo, ma purtroppo non è!  Ed è solo per questo, al di là delle risultanze finali, che i dipendenti comunali si dicono pronti ad attuare ogni forma di lotta legittima, anche dura, se venissero lesi i propri diritti, come la certezza della  retribuzione legittimata dalla contrattazione aziendale, da una valutazione di merito da parte dei dirigenti e da successivi atti dell’Amministrazione comunale. E allora vogliamo vederci chiaro su tutto, convinti che la PEO non può essere la cortina fumogena sugli errori commessi nel passato, dovuti ad una cattiva gestione delle casse comunali.

Vogliamo capire se e come la Commissione Straordinaria, a ciò pienamente deputata, stia riparando a quegli errori per ricostruire una condizione di praticabilità democratica delle Istituzioni, che passa anche attraverso una corretta gestione dei rapporti sindacali.

E poi vogliamo capire se, come ed entro quando, chi si è reso responsabile delle peggiori nefandezze gestionali e contabili, restituirà  il maltolto alla comunità reggina.

Per questo motivo, i dipendenti non sono più disposti a subire sulla propria pelle gli errori commessi da una classe politica inetta che ha sgovernato Reggio; non sono più disposti a sopportare l’accanimento su di loro da parte di quegli uomini dello Stato chiamati a far rispettare la legalità, mentre è sotto gli occhi di tutti che i veri responsabili che hanno causato il disastro in questa Amministrazione continuano impunemente la loro carriera politica.                                     

E’ facile rimarcare che non può esserci equo provvedimento di alcuna natura senza ricostruire la catena di responsabilità dalla quale, per leggi, regolamenti e contratti, sono certamente esclusi i lavoratori.

Valutino i Sigg.ri Commissari se la strada della legalità è quella diportare avanti una causa contro i dipendenti, avviata su atti che evidenziano un falso bilancio consuntivo 2010, prodotto nell’anno 2012, contestato anche dalla Corte dei Conti, che con delibera 294/2012 ha evidenziato testualmente quanto segue:

“Ad ogni modo, quanto al credito di euro 22.493.699,94 “da recuperare a seguito della rilevata

indebita corresponsione al personale dipendente”, che farebbe scendere il disavanzo di amministrazione riconosciuto dal comune da euro 140.955.984,76 a euro 118.462.284,82, si evidenzia innanzitutto che l’entrata medesima è stata direttamente iscritta tra i residui attivi (cod. 3053320) ad esercizio scaduto (non risulta infatti tra gli accertamenti nè agli atti della relazione ministeriale condotta nel 2011, dunque ad esercizio 2010 chiuso) e in assenza di previsione nel bilancio preventivo 2010 (e sue variazioni).”

Valutino poi le conseguenze per le casse comunali di mille e più  contenziosi, che avanzeranno  i dipendenti a causa di questa evidente ingiustizia.

Ci dicano se prima di firmare surrettiziamente una nota di recupero, queste conseguenze sono state ponderate, se sono state altresì ponderate le conseguenze nefaste che tale scellerata decisione produrrà al tavolo sindacale ed alla loro stessa azione istituzionale atteso che una cosa è certa: dell’apporto dei dipendenti nessuna Amministrazione pubblica può fare a meno.

E poi è chiaro a tutti che i soldi della PEO non potranno mai e poi mai portare ad un ridimensionamento del buco di bilancio: sono e resteranno soldi dei lavoratori!

A differenza invece del sicuro contenzioso che inevitabilmente porterà ad un aggravio di spesa sul bilancio comunale.

Sia ben chiaro: i dipendenti, che già affrontano con fatica questo periodo di crisi, costretti a vivere già da alcuni mesi in uno stato di fortissima preoccupazione, con tutto lo stress che ne consegue per loro e per i propri familiari, non sono disposti a subire ingiustizie così clamorose, per essere indotti con le loro famiglie a scivolare inevitabilmente in vere e proprie condizioni di povertà.

Vogliamo proprio vedere se i Commissari agiranno davvero nel rispetto della legalità facendo pagare i veri colpevoli della vicenda, oppure continueranno ad accanirsi, a dispetto di ogni corretta applicazione delle regole, di cui dovrebbero farsi garanti, contro i dipendenti che rappresentano la parte più debole della catena.

Pertanto, si auspica ancora che sia attivato in tempi strettissimi qualunque tipo di tavolo tecnico, per trovare ogni soluzione, purché condivisa.

Una soluzione di comune accordo che consenta di uscire da questa situazione paradossale in modo che possa tornare la serenità tra i dipendenti e le loro famiglie.                            

L’alternativa? Constatata la bassa credibilità delle Istituzioni e della politica (tutta!), il mancato concretizzarsi di tavoli romani, regionali e comunali da più parti assicurati, porteremo all’attenzione del Paese la questione che ci riguarda, non solo per cercare un momento di condivisione, ma per sbugiardare chi, grazie al nostro consenso, rappresenta le Istituzioni nelle quali, nonostante tutto, riponiamo ancora fiducia.                                

Un gruppo di dipendenti Comunali esasperati