Reggio, cosa è la P.E.O. e cosa sta succedendo a palazzo San Giorgio

facebook_635949849La “Vertenza P.E.O.” invade le strade con la protesta dei Dipendenti comunali, assorbe gli spazi della comunicazione con la cronaca degli eventi. Ma in molti, ancora oggi, non comprendono cosa sia la Progressione Economica Orizzontale e cosa sia accaduto nella città di Reggio negli ultimi anni.

La P.E.O. è un sistema permanente di valutazione previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro, sicuramente uno dei più innovativi perché permette di progredire all’interno della stessa categoria di inquadramento acquisendo quote di retribuzione fissa.

Gli articoli 5 e 6 del “Nop” sanciscono l’utilizzo della valutazione come strumento di gestione per il sistema delle progressioni. In questo modo viene posto al centro dei sistemi di sviluppo e carriera il sistema di valutazione permanente.

1467278_702168813128818_1217450018_nTre gli elementi fondanti della valutazione della Progressione Economica Orizzontale del dipendente troviamo: i risultati ottenuti rispetto agli obiettivi assunti; I comportamenti organizzativi, tra cui la qualità della prestazione individuale, l’impegno, l’Iniziativa e capacità di risoluzione dei problemi, la flessibilità ecc.·  ; Le competenze e l’arricchimento professionale.

Nella nostra città l’istituzione della P.E.O. è avvenuta nel 2001, dopo una concertazione tra le rappresentanze sindacali dei dipendenti e l’amministrazione comunale.

Poi, più recentemente dopo il “caso-Fallara”, il comune di Reggio Calabria è stato interessato da un’ispezione della Ragioneria Generale dello Stato, la quale ha rivelato 22 irregolarità nella gestione del Bilancio comunale. A pagina 112 della loro corposa relazione, nella quale elencano e descrivono con grafici, numeri e allegati, tutte le criticità riscontrate, gli ispettori Tatò e Logoteto trattano proprio la problematica relativa all’attribuzione della P.E.O. al Comune di Reggio Calabria. Alcune di queste irregolarità rivestono una particolare importanza (e che si  riscontrano peraltro in numerose amministrazioni locali).

IMG_3635Secondo gli Ispettori del Ministero dell’Economia e delle Finanze “il fondo per le risorse decentrate del personale è stato aumentato in modo illegittimo nel corso degli anni”; le progressioni orizzontali sono state erogate in modo non selettivo e senza riguardo alle esigenze di valorizzazione meritocratica, tanto è vero che spesso hanno interessato contemporaneamente tutti o quasi i dipendenti; alcune progressioni orizzontali sono state effettuate con cadenza retroattiva, contraddicendo anche in questo caso le indicazioni interpretative fornite dall’Aran.

Sta tutto in questi rilievi il bandolo della matassa: un Ente terzo e certificatore rimarca come, alcune P.E.O. a palazzo San Giorgio non erano state assegnate secondo metodi e valutazioni corrette.

1470274_702158983129801_1993533228_nLa Giunta guidata da Demetrio Arena -  dopo i solleciti della Corte dei Conti che “richiedeva il recupero coatto delle somme” – dunque immediatamente in busta paga senza ulteriori tentennamenti – presentò una istanza per l’annullamento e, nelle more in via d’urgenza la sospensione, degli effetti delle progressioni orizzontali.
L’ente non ha ritenuto di potere unilateralmente considerare decadute le clausole dei contratti decentrati giudicate illegittime dalla relazione ispettiva della Ragioneria Generale dello Stato, ma sulla scorta dei pareri resi dall’Aran ha giudicato che questo risultato si può concretamente realizzare solamente in uno dei seguenti modi: a seguito di una specifica intesa con i soggetti sindacali ovvero sulla base del “controllo dell’Autorità giudiziaria”. Ed ha pertanto avanzato istanza urgente, ai sensi dell’articolo 700 del codice di procedura civile, per ottenere la sospensione delle “scelte illegittime contenute nei contratti decentrati nelle more della dichiarazione di nullità delle stesse e della autorizzazione ad avviare il recupero di tali somme”. Così scrive uno dei maggiori quotidiani finanziari nazionali nel commentare la vicenda reggina.

1476463_702148526464180_601641047_nIl Tribunale di Reggio Calabria con ordinanza  n. 794 del 20 maggio 2013, ha giudicato presente l’elemento del “periculum in mora”, argomentando come sia “evidente che la richiesta interdittiva tende ad ottenere l’immediata sospensione delle erogazioni che mensilmente vengono effettuate ai dipendenti in misura asseritamente superiore al dovuto. Il periculum è quindi proiettato su eventi futuri, su esborsi imminenti e prossimi .. rispetto ai quali nessuna rilevanza potrebbero avere pregresse condotte di tolleranza che avrebbero determinato attribuzioni patrimoniali pregresse”.

L’ordinanza del Tar giudica sussistente l’esistenza di una fondata presunzione sulla validità degli argomenti giuridici posti a base della pretesa, basando molto della sua decisione sulle conclusioni della relazione ispettiva della Ragioneria Generale dello Stato, nonché dei rilievi mossi al comune dalla sezione regionale di controllo della Corte dei Conti in sede di esame della condizione finanziaria dello stesso.

1459258_702162426462790_2019192568_nE’ chiaro che, in una situazione da dramma umano e sociale, in molti abbiano cercato di strumentalizzare l’accaduto incollando etichette politiche alla vicenda. E’ vero che la Giunta Arena ha inserito gli 11 milioni della Peo nel Bilancio 2010, ma è anche vero che lo stesso bilancio è stato costruito con l’inserimento di tutti i rilievi mossi dal MEF. Di fatto quei soldi sono stati inseriti fra i crediti  ma contemporaneamente, sono stati “congelati” in un “fondo di svalutazione che non generava alcun effetto sul documento contabile”, secondo quanto ha dichiarato qualche mese fa l’ex Sindaco.

Tanto è vero che la delibera consiliare con cui fu approvato il Rendiconto 2010 indica come, di fatto, il disavanzo da coprire e da evidenziare al Mef, ai fini della sanzione relativa al Patto di stabilità, sia di circa 130 Milioni di Euro.

Durante quel periodo furono inviate anche le prime lettere, ai dirigenti esterni e poi ai dipendenti, in modo da interrompere i tempi di prescrizione, ma nessuna lettera di recupero somme a quei tempi fu inviata.

1424429_702145213131178_778162401_nLa Commissione Straordinaria ha provveduto all’invio delle lettere con la richiesta di recupero somme ai dirigenti e ai dipendenti dell’Amministrazione Comunale, poiché, hanno scrive Palazzo San Giorgio, la Commissione “ha l’obbligo e il dovere di dare esecuzione alla precisa disposizione contenuta nell’ordinanza dell’Autorità Giudiziaria del 20/5/2013, con la quale si dispone “immediata sospensione della efficacia della contrattazione integrativa censurata ed oggetto di domanda e la conseguente sospensione degli effetti di questa, ivi comprese l’erogazione della progressione economica orizzontale (PEO) e dei benefici economici connessi alla stessa. La sospensione dell’ erogazione della progressione economica orizzontale è, dunque, l’effetto di una sospensione dell’efficacia della contrattazione integrativa già proposta dal Tribunale con ordinanza immediatamente esecutiva”.

E dopo mesi di trattative, fallite, ecco che la protesta si è trasferita in piazza anche perchè, a fronte di uno scenario così tanto variegato e di difficile lettura sembra ingiusto che a pagare siano proprio i dipendenti.