Reggio, Chizzoniti su Fincalabra: “clamorosi paradossi istituzionali”

aurelio-chizzonitiIl presidente Aurelio Chizzoniti, dopo la seduta fiume di lunedì scorso della Commissione Vigilanza e Controllo del Consiglio regionale ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“Ormai la Calabria si nutre di paradossi che imperversano a qualsivoglia livello istituzionale, nella cui ottica giganteggia la ‘preoccupazione’ dei vertici di Fincalabra tradotta in autentici accanimenti nei confronti di circa 140 dipendenti di Calabria IT srl, gelidamente considerati un peso finanziario per la Regione. Mentre, contestualmente, il presidente di Fincalabria,  quale imprenditore privato, pur  ostentando con algida supponenza una posizione debitoria di ben 5 milioni di euro nei confronti della Regione Calabria (che ancora oggi gli concede fiducia), resta paradossalmente una insostituibile risorsa (sic!).  Ennio Flaiano che pur di paradossi s’intendeva, mi appare sempre di più un volenteroso principiante. Tanto premesso, alla posizione estremamente propositiva e competente del fronte sindacale si contrappone la sprezzante disinvoltura di chi evidentemente non è minimamente lambito dai problemi di sopravivenza che, invece, travolgono circa 140 costernati e stupefatti lavoratori. Ciò,  nonostante la vigenza dell’ordine del giorno n. 130 del 17 ottobre 2013, responsabilmente votato all’unanimità dal Consiglio regionale,  per cui  residua,  galleggiando alla deriva di una dilagante quanto artica insensibilità,  l’atteggiamento bizantineggiante di chi, per liquidare Calabria IT srl, attinge a consulenze private lautamente retribuite che, ovviamente, non saccheggiano minimamente le risorse finanziarie di Fincalabra. Sulla scorta di quanto precede, la politica regionale dovrebbe avvertire l’ineludibile esigenza di disporre l’immediata interruzione della procedura in atto che alla fine consegnerà alla storia della disoccupazione regionale lo scalpo di altri 140 onesti lavoratori. Risolvendo, altresì,   l’equivoco quanto meno etico che ruota attorno all’ing. De Rose per un verso, imprenditore-debitore, per altro brioso presidente di Fincalabra, ente strumentale regionale. Quanto al sistema aeroportuale lo scalo di Lamezia è ormai avviato a gran falcate a superare la mitica soglia dei due milioni di passeggeri annui nel cui contesto sono emersi soltanto  problemi funzionali agli stessi cicli di gestione che, però, non incidono nella struttura portante lametina che opera con circa 300 dipendenti. I vertici della Sogas, invece, affrontano atavici problemi di crescita nel cui ambito sta emergendo il tutto e il contrario di tutto, tant’è che la gravità degli  stessi ha impressionato tutta la Commissione ai cui componenti non è sfuggita la rilevanza penale di quanto acquisito agli atti della stessa. Non a caso il segretario regionale dell’Ugl  Francesco Cozzucoli,  volontariamente intervenuto, non ha esitato a definire l’aeroporto dello Stretto una ‘giungla’. Conseguentemente, mi appare utile l’approfondimento dell’opportunità di portare i libri della Sogas Spa in Tribunale, cosi come  ex ante è stato fatto per la Regina Calcio, Parmalat e la stessa Alitalia letteralmente risorte a seguito di un intelligente fallimento. La cui declaratoria, tra l’altro,  non coinvolgerebbe l’attuale Cda, poiché dette drammatiche realtà finanziarie risalgono alle precedenti gestioni. Mancano riferimenti certi per l’aeroporto Sant’Anna di Crotone il cui managment non ha partecipato ai lavori,  per precedenti impegni istituzionali, ragion per cui  sarà reinvitato per la riunione di lunedì prossimo. Completa la serie dei paradossi,  l’aeroporto ‘in fieri’ di Sibari per la cui realizzazione  non esistono problemi finanziari vista la corale convergenza  delle Istituzioni finanziarie della Provincia di Cosenza che  garantisce la copertura di tutti i costi connessi. Ma ad appesantire l’iter procedurale ci pensa il Ministero dei Trasporti e l’Enac il cui Presidente,  mentre si batte per l’aeroporto di Albenga, occasionalmente ricadente sotto l’imperio territoriale dell’ex Ministro Scajola,  osteggia sine causa quelli di Crotone e  Reggio,  per i quali da tempo prospetta la chiusura. La Commissione coinvolgerà l’Assessore  ai Trasporti Luigi Fedele e tutti gli altri riferimenti politici regionali, perché in massa sblocchino l’indifferenza romana nei confronti degli scali di Crotone, Reggio e Sibari, evidenziando che quest’ultimo,  a mio sommesso avviso,  non si pone in conflitto con chichessia. Anche perché, lo dico con la rispettosa schiettezza che è nel mio stile, l’aeroporto di Crotone, pur tecnicamente (iper attrezzato, non a caso è stato individuato per  ospitare gli F16 della Nato), rischia la chiusura indipendentemente dall’apertura di quello di Sibari. Conclusivamente,  esprimo deferente stima e gratitudine alla dottoressa Monteleone, apprezzata dirigente dell’Enac che, da me invitata, ha partecipato ai lavori quale uditrice a titolo personale unitamente al  dottor Carmine Corigliano della Confartigianato di Crotone”.