Reggio “capitale” delle divisioni politiche: guerra aperta nel cdx e nel csx, ma anche i grillini non scherzano!

comune reggio calabria palazzo san giorgioL’antipolitica gode. S’insinua facile nelle crepe dei partiti tradizionali che riescono, con ogni sforzo utile, a regalare immagini impietose di un’implosione morale e programmatica. Il panorama nazionale è ben dipinto in un quadro “tarocco” che lascia spazio a poche interpretazioni. La spaccatura del Pd e del Pdl, i due maggiori partiti italiani, ormai affiancati e quasi superati dal M5S, è ormai un divenire terno.

Con il Partito democratico che questa volta si è superato riuscendo nell’impresa di autodistruggersi alla vigilia delle primarie proprio nel momento in cui, per la prima volta nella storia, il Pdl ed il centrodestra contavano i cocci di una scissione che sembra ad un passo. Romano Prodi butta la tessera, l’ala cattolica minaccia il ritorno alla “Margherita” – dunque dopo Forza Italia 2.0 un nuovo possibile inno alla modernità! –  Epifani frena Renzi e promuove Enrico Letta.

partitiReggio Calabria, in un contesto di questo tipo, si conferma “capitale” delle divisioni e delle guerre intestine. Nel centrodestra e nel centrosinistra reggini non vince la cooperazione e la programmazione ma la corsa a chi si accaparra la maggioranza dei consensi nello stesso partito. E’ stato così storicamente, specie per la sinistra, lo è oggi anche per il centrodestra.

Nel centrosinistra è sempre il Pd a farla da padrona (così come nel centrodestra è il Pdl….). Il Congresso provinciale ha sancito la vittoria di Seby Romeo che “dal” territorio e “con” il territorio ha sbaragliato l’ala più quotata: quella dei vari Naccari Carlizzi, Battaglia e Marco Minniti. Romeo è stato subito chiaro, dando un colpo al cerchio ed uno alla botte: “si lavora per un partito unito”, ha detto a caldo. Ma poi ha aggiunto: il candidato sindaco? “Andremo oltre i confini della politica”.

andrea cuzzocreaMancano nome e cognome ma il riferimento ad Andrea Cuzzocrea è lapalissiano. Il numero uno degli industriali è ormai candidato in pectore del Pd per la prossima tornata elettorale: lo si capisce da come si “muove”, dal tenore delle sue note stampa, dagli incontri istituzionali e politici già avviati. E Seby Romeo, nuovo segretario provinciale incoronato dal Pd sa di avere la forza per poter superare ostacoli e “sgambetti” interni: vuole superare l’appuntamento delle primarie coinvolgendo tutto il partito sotto il nome di Cuzzocrea. Ma non sarà facile per lui. Non sarà facile perché, in realtà, dentro al suo partito due uomini scalpitano e, forti di un lavoro già avviato, non hanno intenzioni di tirarsi indietro senza passare almeno dalle primarie. Il primo uomo è Mimmo Battaglia, consigliere provinciale che in molti dipingono, sinteticamente così: “fortissimo elettoralmente oltre le simpatie del centrosinistra, fragile dentro il suo partito”. Battaglia potrebbe anche dare il lascia passare a Cuzzocrea ma con determinate condizioni anche perché, nei fatti, il bacino elettorale di Battaglia è saldo: e lo è sia nel Pd sia se il consigliere provinciale dovesse schierarsi in altre coalizioni.

Il secondo uomo che tira dritto per la sua strada è Giuseppe Falcomatà: dalle sue parti trapela l‘irrefrenabile idea di non voltarsi indietro e disperdere il patrimonio di uomini e risorse già inglobate in questi mesi. E’ lui l’uomo su cui l’area “naccariana” del partito punta per palazzo San Giorgio, e non è detto che la sua candidatura rimanga sul tavolo della competizione anche con simboli e schieramenti diversi.

Ma se il centrosinistra si aggroviglia, il centrodestra non dorme sonni tranquilli.

RaffaLa guerra (calda) tra l’ala fotiana e quella scopellitiana è giunta dopo alla battaglia finale. Il coordinatore provinciale del Pdl, Roy Biasi espressione della corrente Foti-Raffa è scatenato: da un paio di settimane rilascia comunicati stampa violenti contro Scopelliti e il suo gruppo e tra l’altro ha fatto capire chiaramente di non volere Scopelliti nella nuova (?) Forza Italia. Come tutta risposta, più che comunicati stampa, l’ala Scopelliti ha usatola forza dei numeri firmando un documento che ha coinvolto tutto, o comunque la maggioranza del gruppo dirigente del centrodestra calabrese, isolando numericamente il gruppo di Foti-Raffa e Biasi. Che però non si danno per vinti e pianificano la loro mossa successiva. La prima è arrivare al Consiglio Nazionale di sabato prossimo chiedendo l’azzeramento di ogni carica politica in mano a Scopelliti. La seconda mossa, però, è molto più ingegnosa. Lavorare – non tanto silenziosamente visto che gli spifferi arrivano in ogni dove – per far perdere a Scopelliti le prossime elezioni comunali e, con sequenzialmente, frenarlo nella sua ricandidatura alla Regione.

Per questo il presidente della Provincia, Giuseppe Raffa, lavora come candidato a sindaco del prossimo maggio, cercando di agglomerare parte della società civile e dei partiti, arrivando dunque a strofinarsi con gli stessi settori con cui lavora Andrea Cuzzocrea per il centrosinistra, quasi a voler significare o intravedere una naturale fusione delle due anime in vista delle elezioni comunali.

Scopelliti ed i suoi, rispondono con il silenzio e la calma apparente. Ma al contempo possiedono la consapevolezza data dai numeri che nemmeno lontanamente può essere inficiata all’interno della propria coalizione. In realtà, comunque,  il candidato a sindaco lo avrebbero già individuato ma aspettano di sapere ufficialmente quando si andrà alle urne. E non sarebbe un nome così, ma un personaggio di peso, di caratura professionale nazionale.

MoVimento_5_StelleMa se Reggio è folle lo è non solo per le guerre intestine di centrodestra e centrosinistra.  Lo è perché qui anche i grillini riescono a bisticciarsi all’alba del loro debutto alle comunali: due correnti si fronteggiano sui social network e  sui “meetup” scambiandosi accuse reciproche e contendendosi la leadership del Movimento 5 Stelle in città. In vista delle elezioni e delle possibili candidature al proprio interno i grillini reggini sembrano non voler essere da meno dei partiti tradizionali.

Perché se follia deve essere lo deve essere per tutti. Senza eccezioni. Siamo a Reggio…