Reggina: le follie della società, l’isterica incompetenza della piazza e le virtù di Atzori

angolo_regginaHa ormai assunto una strada a dir poco disastrosa e assolutamente inattesa la stagione del centenario amaranto: doveva essere il trampolino di lancio per il ritorno in paradiso dopo 5 anni di serie B invece rischia davvero di diventare il peggiore degli incubi con la retrocessione in Lega Pro, una categoria che nella storia amaranto manca da ben 19 stagioni quando ancora si chiamava serie C. E se questo fa senza ombra di dubbio molto piacere ai tifosi delle storiche rivali Messina, Cosenza e Catanzaro che dopo moltissimo tempo potrebbero ritrovarsi nella stessa categoria della squadra amaranto che da tanti anni sono invece costretti ad ammirare con reverenza e devozione, invece i supporter amaranto sono disperati. A dire il vero, però, anche la piazza ha le sue responsabilità su questa situazione. Dopotutto non possiamo fare a meno di ribadire per l’ennesima volta gli errori compiuti dalla società, nelle ultime settimane davvero clamorosi.

Il presidente della Reggina Lillo Foti insieme al nuovo allenatore Fabrizio Castori, subentrato a Gianluca Atzori, esonerato.LE FOLLIE DELLA DIRIGENZA AMARANTO - Ne abbiamo già parlato di recente, dalla fine dello scorso campionato il Presidente Foti ha annunciato di voler tornare a vincere ma la società ha compiuto una serie di errori che possono considerarsi follie. Conoscendo bene e da molto tempo il Presidente, nessuno può mettere in dubbio la sua buona fede: non si discute sul fatto che volesse davvero tornare a vincere, che voglia la serie A più di ogni altra cosa, che ami la Reggina più di chiunque altro. Ma anche in buona fede gli errori si fanno e allora si è deciso di salutare Pillon dopo il grande finale della scorsa stagione (lo ricordiamo ancora, 17 punti in 11 partite, è una media da playoff!), poi è stato chiamato Atzori ma non si è condiviso con lui un progetto, gli sono stati negati i suoi giocatori preferiti (Rizzato e Campagnacci) che aveva già avuto nella straordinaria stagione dei playoff 3 anni fa, gli è stata consegnata una squadra completa soltanto a inizio settembre, a campionato già iniziato, e comunque con grossi deficit di organico come su StrettoWeb avevamo già sottolineato in tempi non sospetti. Poi una recrudescenza di sbagli clamorosi nelle ultime settimane: dopo sole 10 partite l’esonero del mister che, invece, aveva fatto bene con questi ragazzi. La squadra aveva solo 9 punti ma giocava a calcio spesso anche bene (su tutti la trasferta di Varese ma anche la gara interna con il Novara, quella con il Bari all’esordio con un gran secondo tempo, e anche la prima frazione di gioco delle ultime due “uscite” a Crotone e Modena non erano affatto da buttare).
maicon01Anche nei match in cui mancava la prestazione, la Reggina di Atzori non sfigurava: basti pensare al pareggio ottenuto con l’uomo in meno sul campo della Virtus Lanciano capolista o alla partita con il Carpi, giocata male ma in cui comunque la squadra era riuscita a costruire 5 nitide occasioni da gol sfumate per pali, traverse e prodezze del portiere avversario. In serie B serve pazienza, quella stessa pazienza che 3 anni fa portò alla conferma di Atzori su quella panchina anche quando la piazza lo mise in discussione. E fu una pazienza vincente, visto come andò a finire. L’esonero di due settimane fa, invece, è stato il più grave degli errori: la squadra era con il mister, si trattava di un gran bel gruppo con feeling e sintonia sia dal punto di vista umano e personale che sotto l’aspetto tattico, con un 3-5-2 che diventava 3-4-2-1 in cui ognuno aveva i suoi automatismi certamente ancora da perfezionare, ma comunque funzionanti.
993676_410975819031217_925955524_nDa quando è arrivato Castori, invece, non s’è più visto calcio: una squadra sempre in apnea che non fa altro se non subire gli avversari e affidarsi ai calci lunghi che destino può avere? Il problema, però, sta a monte. Il DS Giacchetta aveva discusso a lungo con Atzori sul modulo da adottare, pressando per schierare la difesa a 4. Atzori, invece, ha sempre sostenuto di non considerare i difensori di questa Reggina adatti per giocare a 4 dietro, un punto di vista che condividiamo pienamente in quando sia Adejo che Di Lorenzo sono due grandi difensori se fanno l’interno destro della difesa a 3. Questa squadra non ha terzini, può adattare Foglio e Maicon ma in quel ruolo non riescono a sfruttare invece tutte le ottime doti offensive che gli consentono di schiacciare gli avversari sulle fasce com’è accaduto ad esempio nella bella vittoria contro l’Empoli al Granillo un mese fa. Atzori non s’è piegato al volere di Giacchetta e ha continuato con la difesa a 3, una difesa che ha dato le sue garanzie nonostante le indecisioni di un portiere che non ha i tempi e che sta facendo rimpiangere Baiocco.
CastoriL’ultima follia della società, infatti, è stata quella di chiamare Castori non tanto per le qualità del nuovo mister, che sicuramente potrebbe anche fare bene con i giocatori adatti al suo calcio, ma quanto per l’assetto tattico che viene stravolto: Castori ha la difesa a 4 come suo punto fermo ed è infatti quello che sta facendo con la Reggina, una Reggina che però a 4 dietro non può giocare. Adejo e Di Lorenzo non solo soffrono gli avversari ma vedono così svilito il loro valore, un problema non solo per la loro carriera ma anche per la società. Adejo è uno dei migliori difensori di tutta la serie B se fa l’interno destro di una difesa a 3. In una difesa a 4 non può neanche giocare titolare. Di Lorenzo idem, con l’aggravante che è un giovane di grande prospettiva, nel giro dell’Under 21: gli si vuole distruggere la carriera? Stesso discorso per Falco: è un esterno offensivo, non può giocare dietro le punte…

AtzoriLE VIRTU’ DI ATZORI - Sono passati ormai 15 giorni dall’esonero di Atzori e che sia stato l’unico, in tempi non sospetti, a dire la verità, l’abbiamo già scritto: aveva ragione quando diceva che questa non era una squadra pronta a vincere e costruita per vincere, aveva ragione a dire che la Reggina dello scorso anno era più forte (sarebbe potuta andare ai playoff, basti guardare al ruolino di marcia avuto con Pillon!), aveva ragione a considerarla in un’ipotetica griglia di partenza al 12° posto. Visti i giocatori sul campo, e in modo particolare i neo-acquisti che tanto avevano esaltato la piazza, cioè Benassi, Strasser, Rigoni, Sbaffo e Cocco, ci chiediamo quale sia il vero valore di tutti e 5 per quello che hanno mostrato sul campo. Di sicuro nello stesso identico ruolo rispettivamente Baiocco, Hetemaj, Armellino, Bombagi e Comi si sarebbero fatti valere di più. E non perchè fossero campioni, ma perchè almeno ci mettevano il cuore che quest’anno manca più di ogni altra cosa (senza considerare le partenze di Ely, Barillà, Rizzato e Campagnacci, tutti elementi di valore). Mettici poi gli acciacchi dell’età per Colucci e Di Michele e la frittata è fatta. Eppure Atzori da questa squadra stava tirando il meglio: ha scoperto e lanciato Dall’Oglio, sempre il migliore in campo. Ha puntato su Fischnaller che raramente ha deluso. Piano piano stava inserendo negli schemi da gioco anche quel grande talento di Miguel Angel, uno straordinario potenziale tecnico ma ancora talmente tanto giovane da gestire nel modo adeguato soprattutto dal punto di vista tattico. La virtù di Atzori in questa Reggina non era stata solo la chiarezza, la lealtà con i tifosi e la verità sulla squadra a inizio stagione, ma anche la bravura tecnica sul campo: faceva giocare bene la squadra che, dati alla mano, era una di quelle che creavano di più tra tutte le 24 del campionato, e stava valorizzando i giovani. Poi l’esonero e il baratro…

curva_regginaL’ISTERICA INCOMPETENZA DELLA PIAZZA - Tutti, però, devono farsi un esame di coscienza. Se la società fa scelte folli sull’onda dell’entusiasmo del pubblico, allora anche il pubblico è folle. Se la società scarica le colpe sull’allenatore di turno (era già accaduto con Breda due anni fa) perché pensa di avere una corazzata e non si accorge dei meriti del mister finchè non cambia allenatore e si rende conto che tutto va peggio di prima, è anche colpa della piazza. Una piazza isterica e incompetente. Abbiamo assistito negli ultimi mesi a stati d’animo molto contrastanti, dallo scetticismo rispetto ai proclami del presidente fino all’entusiasmo che ha portato al Granillo 15.000 spettatori all’esordio dopo gli acquisti dei vari Benassi, Strasser, Rigoni, Sbaffo, Cocco. Miguel Angel è stato considerato il Messi amaranto solo per 4 video visti su youtube, ma in tutti si sono dimenticati che aveva solo 20 anni.
Reggina_CurvaSUDBenassi nella sua carriera aveva fatto una sola stagione positiva, in una squadra che subiva 50 tiri in porta a partita e in cui quindi un portiere poteva esaltarsi. Strasser non ha mai portato a termine una stagione al completo e da Lecce a Parma è sempre stato una delusione fallimentare. Rigoni l’anno scorso non ha giocato neanche nel Vicenza poi retrocesso in Lega Pro, Sbaffo è fermo da due anni e quello che abbiamo visto in campo nelle ultime due partite è decisamente regredito rispetto allo Sbaffo di Ascoli due anni fa. Cocco non si commenta neanche, nella sua carriera ha fatto una sola buona stagione con la maglia dell’Albinoleffe in cui riuscì ad arrivare a quota 12 reti con una squadra che giocava per lui e che finì in Lega Pro da ultima in classifica. E poi parliamo sempre di 12 reti come record personale, nell’Albinoleffe anche Omar Torri ha fatto di meglio, nella Reggina anche Gianmario Comi o Fabio Ceravolo.
Reggina_23_08_13Insomma, s’è volato sulle ali dell’entusiasmo per 5-6 acquisti che adesso si stanno rivelando fallimentari, esattamente come accaduto 5 anni fa con la “corazzata” dei vari Capelli, Buscè, Volpi, Cacia e Brienza, poi autori di un flop pazzesco con Novellino. Quando il pubblico reggino imparerà che i campionati non si vincono durante il mercato con gli acquisti eclatanti, ma bensì durante la stagione con il lavoro settimanale, un bravo mister e tanti giovani di valore? La Reggina dei playoff era quella di Danti e Adiyiah, di Alessio Viola e di Ciccio De Rose, di Ivan Castiglia e Alessio Campagnacci, di una coppia di centrocampo giovane e ancora sconosciuta, pescata dal vivaio del Sant’Agata, Nicolas ViolaPeppe Rizzo, di un difensore fino a quel momento sconosciuto proveniente dalla Lega Pro, Francesco Acerbi. Era una squadra su cui nessuno scommetteva un centesimo ed era già considerata spacciata a inizio stagione, “sarà l’anno della retrocessione in C” assicuravano convinti in molti. Invece arrivò la semifinale playoff … E a Reggio adesso tutti ce l’hanno con Foti e Giacchetta, vogliono addirittura il ritorno di Atzori proprio coloro che fino a due settimane fa hanno spinto per il suo esonero, l’hanno richiesto alla società pensando che le colpe fossero tutte del mister…
Accusano e offendono Foti che fino a due mesi fa era incensato per aver “fatto uno squadrone“.
Granillo01_CurvaSudE’ mai possibile che quest’isterica incompetenza, che poi se vogliamo è anche ipocrisia, caratterizzi ancora oggi una piazza come quella di Reggio che, forte di 9 anni in serie A, dovrebbe essersi ormai costruita un’esperienza tale per vivere determinati momenti in modo più equilibrato? E allora che ognuno faccia “mea culpa”, nella speranza che da un momento all’altro nella squadra scatti qualcosa che dia una svolta e porti la Reggina al di fuori dalle sabbie mobili in cui si trova al momento, anche se bisogna partire dalla tattica e il reparto più bisognoso di modifiche è il centrocampo, privo di un suo “faro”. L’unica soluzione, lo ripetiamo da settimane, è puntare su Miguel Angel in regia con Dall’Oglio e De Rose intorno a lui. E con un reparto offensivo che non può fare a meno di Fischnaller e Di Michele dietro Gerardi. Possibilmente con la difesa a 3, perché un bravo allenatore deve anche saper adattare le sue convinzioni tattiche alle caratteristiche dei giocatori che ha a disposizione…