Nuova SS106 Jonica, Pugliese: “l’incoscienza di una minoranza dell’alto jonio ci ucciderà!”

pugliese_fabioLettera di Fabio Pugliese, autore del libro “Chi è stato” un libro-inchiesta sulla strada statale 106 ionica calabrese: Nella pagina regionale de “Il Quotidiano della Calabria” di ieri, un articolo a firma di Maria F. Fortunato e Franco Maurella ha il merito di amplificare una protesta che insiste per la verità da più tempo rispetto al tracciato della Nuova S.S.106 nell’alto jonio cosentino.

In pratica, si avanzano le istanze di protesta di pochi – che poi numericamente vengono elevati miracolosamente a “maggioranza” – rispetto al tracciato della Nuova S.S. 106 che attraverserebbe contrada Lista, uno dei più importanti siti archeologici d’epoca romana dell’alto Ionio. Si dice che il passaggio della Nuova S.S. 106 su contrada Lista, diventerebbe addirittura “una cesura, interrompendo la continuità dell’area di scavo” poi si ricorda che la stessa area è da decenni “ancora in attesa di una piena valorizzazione”.

Si avanza anche l’ennesimo pretesto: la nuova Statale 106 ionica passerà a ridosso del castello di Roseto Capo Spulico (come se non fosse già così per l’attuale S.S. 106), ed infine si ricorda che ad Amendolara il nuovo tracciato correrà per circa tre chilometri in trincea (dunque ad un livello più basso rispetto al terreno), come se ciò non avvenisse già in altri tratti della S.S. 106 in Basilicata ed in Puglia dove però questa strada è stata ammodernata ed ha 4 corsie.

L’articolo, per la verità, ha anche dei meriti: per esempio quello di spiegare chiaramente che il nuovo tracciato indicato dall’Anas è figlio di diverse esigenze tra le quali il rilevamento di sacche di gas nel sottosuolo che hanno portato i progettisti a ripensare il tracciato e pervenendo, appunto, a quello attuale.

L’articolo, sempre per la verità, nasconde anche un altro elemento importante: l’Anas è pervenuta a queste decisioni anche dopo un incontro avuto con quanti si ritengono oggi contrari a queste scelte che definiscono senza mezzi termini “invasive”. Pertanto, è utile che si sappia, l’Anas ha voluto discutere e ragionare con i cittadini (anche quelli più scontenti), dell’area dell’alto jonio cosentino.

Intendo ricordare brevemente che dei 415 chilometri di strada Statale 106 Ionica che attraversano la nostra Calabria solo il 20% risulta ad oggi ammodernato mentre tutto il resto non lo è. Così come ritengo doveroso ricordare che la Roseto – Sibari è l’unico ed il solo tratto della S.S,106 calabrese ad essere, ad oggi, finanziato, dotato di un progetto definitivo peraltro consegnato, nello scorso mese di giugno, dal Contraente generale agli uffici dell’Anas. È, quindi, un tratto di S.S. 106 che deve essere solo cantierizzato (come è scritto a chiare lettere anche sul sito web ufficiale dell’Anas).

È utile, altresì, ricordare che il mancato ammodernamento di questa strada è causa anche nel tratto Sibari – Roseto dell’impoverimento di quell’area e del crescente fenomeno dello spopolamento (come peraltro indicano chiaramente i recenti dati relativi al Rapporto Svimez), e che l’avvio dei lavori di ammodernamento renderebbero possibili 2.000 posti di lavoro.

Non intendo dimenticare, infine, un aspetto che, invece, a me interessa particolarmente: quello relativo alle tante vittime (i numeri parlano chiarissimo), ed alle centinaia di feriti e, quindi, al numero incredibile di incidenti stradali che possono e debbono essere evitati a tutti i costi attraverso l’ammodernamento della S.S. 106 nel tratto, appunto, compreso tra Sibari e Roseto!

Occorre finire questa inutile ed inqualificabile querelle campata in aria con argomenti pretestuosi che vanno dai 4 cocci che dal ’60 (dopo oltre mezzo secolo), non si è nemmeno riusciti a valorizzare alle motivazioni più eclatanti che non intendo riportare per vergogna! Occorre, inoltre, concentrarsi sul futuro di questa regione che merita una strada civile ed un futuro di sviluppo. Occorre leggere un po’ di dati, sfruttare la memoria che spesso non c’è o si perde anche in mala fede per ricordare che solo quest’anno, in quel tratto, ha perso la vita Vincenzo Salvatore Corvino di 43 anni, deceduto il 03 gennaio a Trebisacce, Marcel Mocan di 44 anni deceduto il 04 giugno a Trebisacce, Doru Badu di 42 anni, deceduto il 04 giugno a Trebisacce (CS), Clelia Andali di 57 anni, deceduta il 28 luglio a Villapiana e Leonardo Gualandris di 12 anni, deceduto il 28 luglio a Villapiana!

Occorre smetterla di avventurarsi in questa polemica decidendo, invece, di avere la coscienza necessaria ed il coraggio che serve in questi casi per assumere le scelte più giuste e lottate affinché l’Anas inizi e termini al più presto quei lavori. Per il futuro e lo sviluppo dell’alto jonio, per il lavoro e, soprattutto, per la vita!