Messina tifa Renato. Quando i cittadini diventano ‘Ultras’

accorintiPrendi un 4 Novembre, una festa dell‘Unità Nazionale, la cerimonia delle Forze Armate, un Sindaco come Accorinti, e il gioco è fatto. La polemica è innescata. “Incidente diplomatico” dicono alcuni “Sante parole” esclama qualcun altro.

E i media esplodono. Centinaia di messinesi trasformati in ‘Ultras’ che inneggiano a Renato, che condividono foto del “mio Sindaco” che sventola la bandiera della pace. Accorinti rappresenta la spinta, la rinascita di una città stanca della de-mericrotazia, dei favoritismi, del degrado. Ma chi è Accorinti? Quante lotte ha combattuto prima di sedersi su quella poltrona a Palazzo Zanca? E cosa sono diventati i messinesi dopo la sua tanto agognata elezione? Un popolo di tifosi.

Profili falsi di Renato sbucano fuori ogni giorno, accorintiani agguerriti che insultano (o bannano dai cosiddetti gruppi ufficiali dei social network) chi, com’è normale che sia, ha opinioni politiche e morali diversi dalle loro, gente che cita il 1°Articolo della Costituzione Italiana e che alza la voce. Sostenitori del ‘pacifista’ armati (si fa per dire) delle loro migliori (si fa per dire, ancora) intenzioni.

Renato che varca la soglia di Palazzo Zanca a piedi scalzi, che indossa la maglia Free Tibet alle cerimonie istituzionali, che parla con la gente, che usa la bici. E nel frattempo la cittadinanza intona cori da stadio, quasi voler sottolineare la loro presenza, e guai a chi dissente. Una guerra tra ‘Guelfi e Ghibellini’ che riempie le pagine dei quotidiani locali e non solo, il Sindaco finisce addirittura su un giornale tedesco. Renato il Sindaco che tutti vorremmo.

Peccato che Messina non sia uno Stadio e il lavoro del ‘mio Sindaco’ un match calcistico.