Messina: solidarietà per gli studenti disabili privati di assistenza e trasporto

disabiliLa rete delle Associazioni di volontariato promossa da “Senza Barriere”, “Club Arietta”, “ACCIR” e da molti altri gruppi che operano nel settore della disabilità, a Messina, è solidale con le famiglie dei ragazzi diversamente abili che non usufruiscono più del trasporto alle rispettive scuole e dell’assistenza all’interno di esse.

Si legge in un documento a cura della rete delle associazioni: ”Ancora una volta si assiste ad un progressivo attacco al sistema del welfare. In piena spending review le conseguenze dei tagli ai cosiddetti “sprechi” ricadono, come spesso accade, sui più deboli. La Regione Sicilia, con l’obiettivo di razionalizzare la spesa pubblica regionale, sta cercando di eliminare l’Istituzione Provincia dimenticando che non si possono eliminare tutti i servizi in modo indiscriminato. Infatti, così facendo, si è dato luogo ad una serie dei disservizi tra i quali quello riguardante il trasporto e l’assistenza degli studenti disabili della provincia di Messina. A tutt’oggi non è chiaro chi dovrà gestire questo fondamentale servizio né vengono stanziate, nell’attesa, le somme necessarie per continuare l’assistenza che è garantita per legge: la Legge (D.Lgs. 112/98 art.139) attribuisce le competenze in tema di “servizi di supporto organizzativo del servizio di istruzione per gli alunni con handicap o in situazione di svantaggio” alle Province, in relazione all’istruzione secondaria superiore. Questo servizio era svolto discretamente dalla Provincia Regionale ma poi, con l’abolizione delle Provincie e la non istituzione degli organismi sostitutivi, si è creato il problema.
Il Commissario dell’Ente, dottor Romano, ha cercato di porre rimedio all’interruzione del servizio tramite una proroga fino al 31 ottobre, nella speranza che la Regione mandasse i soldi per continuare il servizio, ma purtroppo questo non è avvenuto e il risultato, in palese violazione di legge, è che i ragazzi disabili non possono andare a scuola violando il diritto allo studio costituzionalmente garantito ad ogni cittadino”, conclude la rete delle associazioni messinesi”.