Messina, femminicidio e violenza sulle donne: tre proposte di Gioveni

libero gioveniIl Consiglio Comunale di Messina ieri sera ha votato all’unanimità la significativa delibera contro il “femminicidio” e la violenza sulle donne, ma secondo il consigliere comunale dell’Udc Libero Gioveni (unico consigliere uomo intervenuto in aula nella discussione dell’ordine del giorno), “non basta votare un atto che, seppur nei principi e nei contenuti, condanna tutte le manifestazioni di violenza fisica e psicologica sulle donne, ma occorrono anche e soprattutto azioni concrete che riescano a scovare nelle famiglie messinesi particolari situazioni di disagio che spesso costituiscono causa di tali forme di violenza”. Gioveni, quindi, nel suo intervento in aula ha proposto come atto di indirizzo all’Amministrazione, rappresentata ieri per l’occasione dall’assessore ai Servizi sociali Nino Mantineo e dall’assessore alle Pari opportunità Patrizia Panarello, di creare nel territorio i presupposti per facilitare il compito alle donne vittime di violenza che difficilmente riescono da sole a “rompere” il muro dell’omertà. Tre sono le proposte avanzate dal consigliere: “avviare percorsi con tutte quelle parrocchie che hanno costituito al loro interno i “centri di ascolto”, reintroducendo la vecchia delega dei “rapporti con le chiese” che era stata pensata dalla vecchia Amministrazione e che è appartenuta all’ex assessore Caroniti; reintrodurre, dopo anni di assenza, all’interno delle 6 Circoscrizioni cittadine il segretariato sociale attraverso il coinvolgimento degli assistenti sociali; istituire, sia nelle stesse Circoscrizioni che negli 8 centri di aggregazione giovanile dislocati nel territorio comunale, degli sportelli di mediazione familiare (come del resto sta già tentando di fare la terza Circoscrizione con una delibera già votata di recente su proposta del consigliere Alessandro Cacciotto)”. “Sarebbero tutte opportunità a costo zero, queste – spiega l’esponente Udc – che potrebbero consentire a molte donne che si avvicinerebbero a queste nuove realtà sul territorio presenziate da personale specializzato nel settore e che finora sono rimaste in religioso (e certamente penalizzante) “silenzio”, di tirare fuori tutte quelle forme di violenza più o meno grandi subite in famiglia”. “Solo così – conclude Gioveni – l’Amministrazione può dimostrare di voler dare attuazione ad una delibera importantissima nel merito come quella votata ieri dal Consiglio Comunale, ma che senza l’adozione di questi provvedimenti rischia di rimanere “decorata” di belle parole, ma depauperata nella sostanza”.