Messina, domani, 21 novembre sit in di protesta dei Radicali presso il carcere di Gazzi

radicali messinaL’associazione Leonardo Sciascia, del Partito Radicale Messina, ha organizzato un sit in di protesta in occasione della giornata di mobilitazione nazionale. Domani, giovedì 21 novembre, alle ore 10.00, i partecipanti si troveranno presso l’ingresso della sala colloqui del Carcere messinese di Gazzi per denunciare il ritardo negli adempimenti previsti in merito dalla Corte europea.

Che fine ha fatto – si legge nel comunicato - l’indicazione contenuta nel messaggio del presidente della Repubblica di inizio ottobre? Che fine hanno fatto i “rimedi straordinari” di amnistia e indulto? In Italia la giustizia è insensatamente lenta e senza alcun rispetto dei diritti umani fondamentali, tanto per l’irragionevole durata dei processi (violazione art.6 della Convenzione Europea sui diritti dell’Uomo) quanto per i trattamenti inumani e degradanti (violazione art. 3 della stessa Convenzione) a cui sottopone i suoi cittadini detenuti. 

Dall’8 gennaio scorso – prosegue il documento – la Corte Europea dei diritti dell’uomo ha accertato in Italia la violazione strutturale dell’art. 3 della Convenzione europea che, sotto la rubrica “proibizione della tortura”, pone il divieto di pene e di trattamenti disumani o degradanti a causa della situazione di sovraffollamento carcerario in cui 7 dei ricorrenti si sono trovati (tre di loro erano difesi dagli avvocati radicali Giuseppe Rossodivita e Flavia Urcioli)

“La Corte ha affermato, in particolare, che “la violazione del diritto dei ricorrenti di beneficiare di condizioni detentive adeguate non è la conseguenza di episodi isolati, ma trae origine da un problema sistemico risultante da un malfunzionamento cronico proprio del sistema penitenziario italiano”.

Un tema quanto mai attuale, quello del sovraffollamento carcerario, al quale l’associazione Leonardo Sciascia aggiunge il messaggio del leader dei Radicali.

Marco Pannella si rivolge ai presidenti delle Camere per “convocare i Presidenti dei gruppi parlamentari affinché la questione venga calendarizzata” e al Governo perché agisca fattivamente e si prenda le sue responsabilità.
Un’iniziativa che, ancora una volta come in passato, vuole arrivare al cuore dello Stato: per trasmettere, attraverso il proprio indebolimento fisico, energia e forza alle istituzioni affinché facciano ciò che devono per rispettare le leggi, i propri annunci, le proprie dichiarazioni”.