Messina, altre 2 denunce per guida senza patente e “musica ad alto volume per farsi notare”

stereo sottoposto a sequestroContinuano senza sosta i controlli su strada svolti dal Nucleo Radiomobile di Messina nell’ambito del piano coordinato di controllo del territorio del capoluogo peloritano. Un altro minorenne aspirante pilota è stato sorpreso alla guida di un ciclomotore sul Viale Principe Umberto senza che avesse mai conseguito alcuna patente, un requisito ritenuto evidentemente un trascurabile dettaglio da parte di molti giovanissimi del capoluogo. Sebbene da quest’anno il Codice della Strada abbia inasprito il regime sanzionatorio, includendo anche la guida dei ciclomotori da parte di soggetti privi di patente o di certificato di idoneità tra le violazioni di natura penale, non è comunque raro trovare minorenni che si misurano con il traffico cittadino alla guida di veicoli a due e quattro ruote.

Nel corso di un altro intervento, invece, l’equipaggio di una gazzella del Nucleo Radiomobile ha denunciato per il reato di disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone l’ennesimo conducente esibizionista, convinto che montare sulla propria vettura un impianto stereo artigianale, di dimensioni e potenza assolutamente sproporzionate, per diffondere musica ad un volume assordante mentre passeggia nelle ore serali per le vie del centro rappresenti una bella idea per farsi notare. I militari, fermi in Piazza Lo Sardo per un precedente intervento ricevuto dalla Centrale Operativa, mentre si stavano apprestando a rimontare sull’autovettura di servizio hanno udito della musica a volume esagerato provenire da una via non meglio precisata, riuscendo poi ad individuare la fonte sonora in un’utilitaria, al cui interno vi era, acceso e con il volume al massimo, un impianto stereo artigianale composto da una cassa in legno grande quanto tutto il bagagliaio del mezzo, contenente un terminale subwoofer da 3000 Watt, e due amplificatori da 3000 Watt ciascuno. Smontata e sottoposta a sequestro l’impiantistica audio, con l’eventuale sentenza di condanna si rischia anche la confisca e la distruzione della costosa strumentazione.