Mafia, pentito Giuffre’: “Dopo stragi Provenzano disse basta a guerra a Stato”

imagesDopo le stragi mafiose del ’91 il boss mafioso Bernardo Provenzano, allora primula rossa di Cosa nostra, decise di dire basta agli attacchi mafiosi allo Stato e di avvaiare una “strategia della sommersione”. A riverarlo, al processo per la trattativa tra Stato e mafia, e’ il pentito di mafia Antonino Giuffre’, collegato in videoconferenza. “Incontrai Provenzano dopo la mia scarcerazione – racconta Giuffre’ – e lo vidi diverso. Era completamente ‘riciclato’, dire quasi vergine. Perche’ continuava a dire che non si dovevano continuare gli attacchi allo Stato”. “Ascoltandolo sembrava che tutte le colpe fossero di Toto’ Riina di cui nn condivideva piu’ le scelte strategiche – spiega ancora l’ex braccio destro di Provenzano – Diceva che bisognava mettere da parte l’attacco frontale di Cosa nostra allo Stato, perche’ contro lo Stato si perde. diceva che ‘Quando si prende di petto lo Stato si perde’. Insomma, abbandono’ la strategia di Riina. Non bisogna fare piu’ ‘scruscio’ (rumore ndr). Ripeto che era un Provenzano completamente diverso. Io ero d’accordo con lui, non si poteva continuare la guerra di Cosa nostra contro lo Stato”.