Inchiesta sugli scavi di Sibari, sindaco di Cassano allo Ionio: “Io sono sereno”

gli scavi di sibari dopo l'inondazione“Sono felice che la magistratura stia indagando per accertare le responsabilità di quello che è accaduto e nello stesso tempo io sono sereno sul mio operato. Credo che la mia iscrizione nel registro degli indagati sia un atto dovuto, anche perché ero sindaco da sei mesi quando è avvenuta l’esondazione”.

Così il sindaco di Cassano all’Ionio Gianni Papasso commenta all’Adnkronos l’emissione di un avviso di proroga di indagini da parte della Procura di Castrovillari che ha informato una quarantina di soggetti di essere stati iscritti nel registro degli indagati per l’esondazione del fiume Crati che nell’inverno scorso ha coperto di fango gli scavi dell’antica Sibari.

“Un mese prima del fatto -racconta il sindaco Papasso- avevo scritto alla Provincia per segnalare la debolezza dell’argine e la presenza degli agrumeti. Il Comune di Cassano ha anche emesso un’ordinanza di radicamento sugli agrumeti ma c’è una sospensiva del Tar. Mi ero attivato con la prefettura e mi ero reso disponibile a emettere un’ordinanza ma aspettavo l’intervento delle autorità competenti per sapere se potevo farlo”.

È tuttora aperto un tavolo alla prefettura di Cosenza sul caso. “Il mio interesse -conclude Papasso- è che una cosa del genere non avvenga più e che il sito archeologico venga restituito alla fruizione perché il nostro territorio ha bisogno anche di questo per garantire una speranza ai giovani”.

Da parte sua, l’ex sindaco di Cassano all’Ionio Gianluca Gallo, oggi consigliere regionale, informa in una nota. “Con riferimento al mio coinvolgimento nelle indagini portate avanti da carabinieri e magistratura per far luce sulle cause e sulle responsabilità della drammatica esondazione del fiume Crati, che il 18 gennaio scorso sommerse il parco archeologico del Cavallo, pur non avendo notizie ulteriori a quelle divulgate dagli organi di informazione in relazione ad un’inchiesta che s’apprende essere ancora in divenire e nell’ambito della quale nessuna imputazione è stata formulata a mio carico, confermo piena, pienissima fiducia nell’operato degli investigatori e degli inquirenti, ai quali assicuro massima disponibilità e collaborazione”..

“È bene, anzi necessario, approfondire ogni aspetto della vicenda -prosegue- affinché non residuino zone d’ombre. Solo così potrà emergere la verità: non solo il Comune, del quale peraltro non ero più sindaco da un anno, non aveva alcuna responsabilità e competenza in ordine alla manutenzione degli argini con il loro cedimento causa del disastro, ma durante la mia sindacatura l’amministrazione comunale e i competenti uffici non hanno mai mancato di segnalare la criticità della situazione e di richiedere e sollecitare, per iscritto e persino a mezzo stampa, gli interventi indispensabili”.

Gallo garantisce il proprio “incondizionato impegno, in sede istituzionale e politica, per riportare al loro originario splendore i resti dell’antica Sybaris e per far sì che giungano finalmente a compimento i lavori di messa in sicurezza degli argini del fiume Crati”.