Il documento del Pdl calabrese: “siamo con Berlusconi, Alfano e soprattutto Scopelliti”

Il Presidente Scopelliti durante il sopralluogo alla cittadella regionaleUn appello al presidente Silvio Berlusconi e al segretario Angelino Alfano affinché  entrambi producano ogni “possibile sforzo in modo che dal Consiglio Nazionale emerga un partito fortemente unito, sia pure in presenza di diverse sensibilità”.

Ma anche piena fiducia e sostegno leale al presidente Giuseppe Scopelliti che “ha guidato con coraggio e determinazione sia il Governo regionale sia il Popolo della Libertà, conseguendo importanti risultati che hanno rafforzato la presenza del centrodestra nella nostra Regione, come dimostrano ampiamente tutti i riscontri elettorali degli ultimi anni”.

Sono i due passaggi centrali del documento che oggi tutti i consiglieri regionali calabresi del Pdl hanno firmato al termine del confronto avuto con il presidente della Regione Giuseppe Scopelliti, all’indomani delle dichiarazioni rese dal senatore Maurizio Gasparri (“in Calabria il partito è con Berlusconi” aveva detto, facendo intendere ad una rottura tra Scopelliti ed i suoi) ed alle rumorose prese di posizione di alcuni pezzi della nuova Forza Italia, quelli visceralmente legati all’ala dell’ex deputato Nino Foti e al presidente della Provincia di Reggio, Giuseppe Raffa.

Alla riunione erano presenti tutti i consigliere regionali, eccezion fatta per Alessandro Nicolò e Gesuele Vilasi che, da indiscrezioni, avrebbero già manifestato la volontà di mettere il proprio nome e il proprio cognome in calce al documento prodotto.

Così come da indiscrezioni sembra che molti dei consiglieri abbiano preso chiaramente e convintamente (e probabilmente la firma al documento lo testimonia) preso le distanze da quella parte del partito calabrese che “lavora per la rottura”, come sussurra qualcuno.

consiglio regionaleUna materiale testimonianza, il testo prodotto, di “incondizionato sostegno a Berlusconi in questa drammatica fase in cui si vorrebbe eliminare l’indiscusso leader del centrodestra”, ma anche, dicono i ben addentrati, un nuova rete messa a segno da Scopelliti che in un colpo solo ha fatto capire di: aver bene in mano le redini del partito in Calabria; ha manifestato la chiara intenzione di non voler rompere con Berlusconi (e dunque di non essere particolarmente innamorato alle mire scissionistiche paventate di qua e di la); ma ha anche fatto intuire che, senza giri di parole, il futuro del centrodestra italiano dovrà avere come punto di riferimento Angelino Alfano.

Ed i consiglieri regionali non hanno detto no, anzi. Hanno rincarato.

La condivisione è andata oltre: in vista del Consiglio Nazionale dell’8 dicembre, la quasi totalità dei 49 delegati calabresi avente diritto al voto si appresta a sposare questa posizione “mediatoria”.

Alfano_scopelliti3Ed anche nella provincia di Catanzaro, dove qualche rumors dava per spaccato il partito, sembra profilarsi all’orizzonte un omologazione alla posizione del restante territorio calabrese.

In una partita politica giocata a chi la grida più forte o a chi insulta meglio, la decisione dei delegati pende a favore di Scopelliti e probabilmente piega gli “strilli” quotidiani di una parte dello stesso partito che da giorni tuona furioso “Scopelliti fuori da Forza Italia”.

Certo a questo punto bisognerebbe chiedersi, con razionalità, chi resta maggioranza e chi resta minoranza …

Una sintesi né da falchi e né da colombe, quella prodotta dagli esponenti di punta del pdl regionale, che auspica “che tutti i componenti calabresi del Consiglio nazionale, al di là delle differenti valutazioni sul voto di fiducia al governo Letta e sull’opportunità o meno di garantirgli il sostegno, sappiano ritrovare pienamente il senso dell’unità che rappresenta un bene prezioso e insostituibile in vista delle prossime ed impegnative scadenze elettorali”.

Come a voler dire, se stiamo uniti ne usciamo meglio. Ma questo appare quasi una mission impossibile, perché oggi come mai il Pdl e il Pd si assomigliano terribilmente.